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“Siamo stati lasciati in prima linea a contrastare, da soli, la disperazione della gente”. Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, intervistato da MicroMega, critica l’operato del governo: “Nella prima fase dell’emergenza abbiamo mostrato una grande responsabilità, accettando un depotenziamento sostanziale e formale dei nostri poteri. Ma in quei mesi è accaduto qualcosa di gravissimo, un corto circuito istituzionale tra governi e regioni. La Costituzione è stata svuotata giorno dopo giorno, dietro lo schermo dell’emergenza sanitaria”.

“Ora che siamo in fase due – continua de Magistris – ci troviamo esautorati dei nostri poteri, con i presidenti di regione addirittura a gestire le nostre attività. È in corso un disegno eversivo dell’ordine costituzionale: il sindaco, eletto direttamente dal popolo, trattato – con tutto il rispetto – come un amministratore di condominio o, nella migliore delle ipotesi, un vicesceriffo del governatore. Dai sindaci, fino a oggi, non c’è stata una sola polemica. Ora, però, è arrivato il momento di suonare l’allarme: se non si riparte nella giusta direzione il paese è destinato a sbriciolarsi. E per ripartire serve restituire centralità ai sindaci: se i comuni cadranno come birilli non ci sarà nessuna ricostruzione”.

Per questo “da un lato stiamo chiedendo un piano di risorse straordinarie per iniettare liquidità nelle casse comunali, ma dall’altro che ci vengano riconsegnati i nostri poteri. Vorrei che il premier Conte si rendesse conto che se non abbiamo interrotto la raccolta dei rifiuti, il trasporto pubblico o i servizi è un miracolo laico. O le cose cambieranno rapidamente, o proclameremo la “Repubblica”. A questo punto la sfida dell’autonomia la lanciamo noi”.