Da Empoli-Napoli a Empoli-Napoli: l’evoluzione mentale degli azzurri racchiusa in 10 mesi

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Il Napoli prosegue la sua marcia trionfale verso il tricolore espugnando il Castellani di Empoli per 0-2. Serata nel segno del numero 8: otto le vittorie consecutive in campionato e le partite di fila in cui Osimhen è andato a segno. I ragazzi di Spalletti chiudono la pratica in un primo tempo esemplare, sfruttando le incertezze degli avversari sui calci piazzati: Kvara lasciato colpevolmente troppo solo sulle respinte dei corner e libero di servire Lozano nell’azione dell’autogol e di effettuare il tiro, sulla cui ribattuta Osimhen si è fatto trovare pronto come al solito. Nella ripresa una inutile follia di Mario Rui, che ha lasciato i suoi in 10, ha rischiato di compromettere quanto di buono fatto nei primi 60 minuti. Ma è qui che si trova la prova più evidente di quanto il Napoli sia migliorato sotto l’aspetto mentale rispetto alla scorsa stagione e in particolare al precedente Empoli-Napoli.

Trovandosi in una situazione completamente nuova quest’anno (prima espulsione stagionale), gli azzurri avrebbero potuto incontrare delle difficoltà, ma, dopo che Spalletti ha ristabilito l’assetto tattico mettendosi quasi a specchio rispetto all’Empoli (4-3-1-1 con Elmas sottopunta), in realtà non hanno rischiato più nulla: sembrava anzi che non ci fosse l’inferiorità numerica. Un cambiamento enorme se pensiamo a soli 10 mesi fa, quando era bastato che l’Empoli riaprisse la partita, per mandare in crisi tutta la squadra e di conseguenza farsi rimontare completamente fino al 3-2, toccando il punto più basso della gestione Spalletti.

Sono in ogni caso da evitare delle ingenuità come quelle di oggi e non bisogna cullarsi sul vantaggio, per quanto enorme, acquisito, ma siamo certi che il mister farà in modo da evitare simili cali di concentrazione.