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La valanga giudiziaria ha investito Sant’Anastasia – con l’arresto di sindaco, segretario e di un consigliere nonché la conseguente caduta dell’amministrazione comunale – ma le diramazioni della vicenda vanno lontano. Le verità degli indagati, quelli attualmente ai domiciliari, hanno confermato le risultanze delle indagini della Guardia di Finanza e della Procura di Nola. Dinanzi ai pm Pisciotta e Vitagliano, Egizio Lombardi, Alessandro Montuori e Pasquale Iorio hanno raccontato ogni cosa avallando le risultanze degli investigatori. Ma precisiamo, a Sant’Anastasia non vi è l’inizio di questa vicenda bensì soltanto la fine ingloriosa giacché almeno due dei protagonisti, l’ex segretario Lombardi (difeso dall’avvocato Antonio De Simone) e l’imprenditore Montuori (difeso dai legali Vincenzo Desiderio e Antimo d’Alterio), agivano già in precedenza. Si limita alla sola vicenda anastasiana, invece – salvo precise indicazioni di candidati non del luogo a loro noti – la responsabilità di Iorio (avvocato Sabato Graziano) e dell’ex sindaco Abete (difeso dagli avvocati Isidoro Spiezia e Valentino Di Ludovico).

 

Molti sono i comuni interessati e in altrettanti si sarebbero svolti concorsi truccati, in altri ancora restano in carica amministratori che hanno pagato per approdare ad un posto pubblico: ne parleremo a fondo ma val la pena iniziare dal…principio. Ne hanno parlato, intanto, e dettagliatamente, di fronte ai pm Luca Pisciotta e Antonella Vitagliano della Procura di Nola, sia Egizio Lombardi, che anche a San Giuseppe Vesuviano è stato segretario, sia Alessandro Montuori, sia Pasquale Iorio. Il Lombardi approda in quel comune nel 2013, nominato con decreto del sindaco, lo stesso di oggi, ossia Vincenzo Catapano. Ma al sindaco Lombardi fu presentato da un altro politico, un suo fedelissimo allora (ricopriva tra l’altro anche un ruolo importante nella maggioranza dell’epoca) che, adesso, non lo è più. I due, Lombardi e il predetto politico si conobbero in montagna e il segretario fu invogliato dal clima che l’amico gli descriveva come «familiare». Erano gli anni in cui si arrivava da un blocco delle assunzioni presso gli enti pubblici e stava dunque per aprirsi la stagione dei concorsi. Infatti, anche a San Giuseppe Vesuviano – era il 2015 – si iniziò a programmare concorsi pubblici per funzionari tecnici e contabili.

All’epoca dei fatti, Lombardi era già segretario del comune di Pimonte ed esisteva dunque una convenzione tra i due comuni che gli consentiva di ricoprire il doppio incarico. Dinanzi ai pubblici ministeri, Lombardi ha rivelato che non fu il sindaco ad indicargli nomi, demandando la gestione della cosa ad un dipendente comunale. Ed è quel dipendente comunale – che sarebbe poi stato il favorito per andare a ricoprire il ruolo di responsabilità messo a concorso per l’area tecnica – che parla al segretario di una società di Salerno, una agenzia in grado di «addomesticare» l’esito dei concorsi. Avviene in questa fase, dunque, il primo incontro tra Lombardi e Montuori che saranno poi arrestati lo scorso 6 dicembre per aver alterato i risultati dei concorsi a Sant’Anastasia. Ma come andò a San Giuseppe Vesuviano? Il dipendente comunale, colui che attualmente riveste un ruolo di responsabilità in un gruppo di azione locale che comprende parecchi comuni ed enti pubblici come privati, ebbe le tracce prima del concorso, così Lombardi avrebbe rivelato ai giudici. Ma quando avvenne la correzione del suo elaborato, pur avendo ricevuto tutti gli aiuti possibili prima, si presentò un problema consistente in una prova assolutamente insufficiente: il meccanismo non era ancora ben oliato e dunque la correzione avveniva in forma anonima per essere poi abbinata al nominativo. Così, dopo aver ricevuto precisi ordini di risolvere la questione presto e bene, Lombardi avrebbe concesso al candidato di rifare il compito. Dove? Nell’ufficio del segretario, alla sua presenza. Prima dell’orale, al candidato evidentemente poco preparato, furono rivelate le domande. Con relative risposte, naturale. La rottura tra il sindaco di San Giuseppe Vesuviano e Lombardi si consuma nel 2017. Perché il segretario sembrava aver molti problemi a seguire alcune direttive: dal rifiuto di muovere lettere di contestazione al comandante della polizia locale ai contrasti relativi alla gestione dei fondi riconducibili alla legge 328 del 2000. Lombardi avrebbe anche detto ai giudici di non essere a conoscenza se nella gestione dei concorsi di due anni prima vi fosse stato mercimonio. In ogni caso, i rapporti si incrinarono e, di contro, si rinsaldarono invece quelli tra Lombardi e Montuori. Sfociò anche in confidenza, durante un viaggio che i due intrapresero per una comune passione: andarono infatti a Milano per assistere ad una partita dell’Inter. Ci fu accordo e a Lombardi fu chiesto di collaborare, quale presidente di commissione, per procedure concorsuali su scala nazionale. Lui, invece, coinvolse Montuori dicendogli che stavano per essere banditi dei concorsi a Pimonte. Ma questa è un’altra storia.

Il nome del Comune di San Giuseppe Vesuviano compare più di una volta nelle risposte degli indagati ai pm. Per esempio, quando i concorsi di Pimonte vengono banditi, Lombardi è già segretario anche a Sant’Anastasia. In questa fase viene avvicinato da un collaboratore dell’ufficio tecnico di San Giuseppe Vesuviano con il quale aveva già buoni rapporti. Detto soggetto va a trovare Lombardi a Sant’Anastasia e gli chiede di aiutarlo nel concorso ma il segretario gli risponde di essere già a conoscenza del nome del vincitore che sarebbe stato un parente del sindaco di Pimonte. Il candidato non si rassegna e riprova a parlare con il presidente della commissione nonché segretario Lombardi, facendosi accompagnare da due persone – il fratello (un medico) e un soggetto che Lombardi taccia quale «poco raccomandabile». Gli dicono di aver parlato personalmente con il sindaco e che non ritengono sia come lui aveva detto in precedenza, vale a dire che il posto di vincitore fosse ormai già scritto. E Lombardi si impegna per il secondo posto, a fronte di una somma di 20mila euro. La risposta arriva qualche giorno dopo, quando il candidato cerca di nuovo Lombardi nel suo ufficio di Sant’Anastasia, accetta la proposta e si stabiliscono versamenti in due tranche. Il soggetto in questione, alle selezioni di Pimonte, si è realmente classificato al secondo posto. Sempre rispetto al Comune di San Giuseppe Vesuviano, Alessandro Montuori avrebbe ammesso dinanzi ai giudici di aver alterato le prove dei concorsi tenutisi nel 2016. I concorsi erano tre e in almeno due casi il presidente della commissione era Egizio Lombardi. Nell’occasione, Montuori sarebbe stato avvicinato da un amministratore dell’epoca e da un dipendente, il medesimo che oggi ricopre un ruolo in un gruppo di azione locale e che già una volta era stato coinvolto in un’inchiesta riguardante un altro comune.