Castello di Cisterna, accordo tra Comune e Città Metropolitana per il recupero dell’ ex scuola elementare “G. Rodari”

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Il plesso Rodari, ex scuola elementare, dopo anni di mancata attività didattica, grazie all’accordo tra il Comune e la Città Metropolitana sarà destinato alle esigenze dell’Istituto artistico “Bruno Manuri” di Acerra. 

 

 

Lo scorso 13 luglio, nella sala delle adunanze, si è riunito il Consiglio Comunale di Castello di Cisterna per discutere sul trasferimento a titolo gratuito, per anni 20, dei locali siti nel compendio immobiliare in Castello di Cisterna, per le esigenze dell’Istituto artistico “Bruno Munari” di Acerra.

L’edificio in questione – proprietà del  Comune – è l’ex Scuola Elementare “Gianni Rodari”. Purtroppo, il plesso Rodari non ha avuto un ciclo di vita semplice: dalla chiusura delle prime sezioni, all’inattività didattica – l’anno scolastico 2015/2016 è stato l’ultimo anno di attività  per mancanza di alunni.

Dopo anni di buio arriva – probabilmente – una  luce. Infatti, il Consiglio Comunale di Castello di Cisterna, con la determina del 19 luglio 2021, trasferisce in uso gratuito l’edificio scolastico in Via A. Manzoni, “G. Rodari”, affinché la Città Metropolitana di Napoli, a propria cura e spese, possa eseguire  sullo stesso una serie di lavori di adattamento e ristrutturazione, per destinarlo alle esigenze dell’Istituto artistico “Bruno Munari” di Acerra.

 

Sulla questione non sono mancate opinioni discordanti. La proposta del Comune può rappresentare una grande opportunità, in quanto la Rodari avrà nuova vita e risorgerà – dice l’assessore alla pubblica istruzione Villano. D’altro canto, la vicenda lascia un amaro in bocca perché quella scuola – dice il consigliere Alaia – è la storia di Castello di Cisterna.

La realtà scolastica del paese presenta non poche difficoltà. A partire dal 1° settembre 2012 fu istituita la reggenza scolastica per il sottodimensionamento dell’istituto comprensivo A. De Gasperi. In seguito, nel 2019 l’ex I.C. fu accorpato all’I.C. Radice di Massa di Somma, perdendo così l’autonomia scolastica. Nell’anno scolastico 2020/2021, invece, i plessi scolastici ricadenti nel Comune di Castello di Cisterna sono stati accorpati all’I.C. G. Falcone di Pomigliano d’Arco.

Cisterna ormai è vittima dello spopolamento e della marginalizzazione perché è risaputo che l’erba del vicino è sempre più verde  e , di conseguenza,  si accentuano le disuguaglianze tra i paesi limitrofi.

Tuttavia, la scuola è un bene comune, e in quanto tale non può essere abbandonata a sé stessa. L’amministrazione, che spesso tende a giocare allo scaricabarile, ha il dovere di averne cura, cooperando con i docenti, dirigenti, genitori e tutte le altre figure professionali coinvolte.

La scuola è il luogo educativo e formativo per la personalità del bambino, è il luogo di condivisione, di apertura verso l’altro. La scuola è lo specchio del paese, pertanto impariamo,  in primis l’amministrazione,  a darle il giusto valore.