Oggi la basilica è diventata sempre più meta per tante giovani coppie in cerca di un matrimonio da sogno. Un luogo di pace e serenità, dove natura e spiritualità si intrecciano in maniera indissolubile.
La stupenda basilica di S. Maria a Pozzano è situata sulla omonima collina, che indica quel luogo – un antico pozzo – in cui fu rinvenuta una miracolosa immagine della Gran Madre di Dio, tenuta successivamente in grande venerazione da parte dei contadini del luogo. Si può raggiungere, percorrendo la Panoramica SS.145 che va verso Sorrento, a poca distanza dal castello aragonese, che fiancheggia la strada provinciale. Rappresenta anche uno dei quattro santuari presenti a Castellammare di Stabia (Napoli – Campania) insieme a quello della Madonna della Libera, del Sacro Cuore e di Santa Maria della Sanità. La Basilica si trova, infatti, nella Diocesi di Sorrento – Castellamare, di cui la Madonna è la compatrona. Per gli stabiesi, infatti, il sito non è solo una località amena e ricca di storia, ma anche un luogo fortemente suggestivo, traboccante di ricordi legati al passato.
Il santuario – basilica, comunque, resta un’invenzione della bontà e della misericordia di Dio. Al dono dell’ immagine della Madonna del Pozzo si aggiunse, in seguito, la sacra icona del Crocifisso, rinvenuto galleggiante sulle acque di Stabia durante l’eruzione del Vesuvio del 1631. Illustri e santi religiosi hanno segnato, in seguito, la storia di questo luogo, retto dall’Ordine dei Frati Minimi. Accanto al pozzo, dove fu rinvenuta la Madonna, fu costruita una piccola cappella dedicata alla Madonna del Carmine, attorno alla quale riposavano personaggi della nobiltà locale. La cappella del Suffragio, così denominata, coincide attualmente con la cripta cimiteriale e rappresenta il perfetto connubio tra il vecchio e il nuovo. Un luogo mistico e suggestivo, in origine abbandonato nel silenzio più assoluto, e adesso rinato grazie alla paziente meticolosità dei frati sotto gli auspici del Correttore Padre Gioacchino M. Izzo, cittadino stabiese. In epoca romana sembra che la collina ospitasse già un tempio dedicato a Diana, dea della caccia.
Le origini della chiesa superiore risalgono comunque al 1419. Con il passare del tempo, la devozione alla Madonna sembrò in un certo senso affievolirsi. Iniziò poi a diffondersi la fama di santità del patriarca calabrese San Francesco di Paola (1416 – 1507), il cui nome oltrepassò il regno di Napoli fino ad arrivare nel cuore dell’Europa. Gli stabiesi – riporta lo storico P. Serafino de’ Ruggieri – avendo sentito di parlare delle gesta del religioso e desiderosi di rafforzare il culto della Vergine, offrirono al futuro santo questo ameno luogo per fondarvi anche un convento. I primi frati, all’epoca, furono accolti con ogni esterior segni di stima e di ossequio. Allontanati, però, per un certo periodo da Ferdinando I di Napoli (re dal 1458 al 1494), che non simpatizzò particolarmente con il santo cosentino, i frati furono riammessi solo nel 1506 per ordine di Papa Giulio II (1443 – 1513). Il vescovo stabiese, Antonio Flores (dal 1496 al 1504), nel frattempo, e il vicerè di Napoli, Fernandez de Cordoba, ordinarono la riqualificazione della struttura che terminò definitivamente nel 1539. Al rifacimento contribuirono non solo i cittadini stabiesi con offerte e prestazioni manuali, ma anche lo stesso Fernandez de Cordoba (1453 – 1515).
Nel ‘700 la struttura visse il periodo di massimo splendore, furono infatti costruiti un nuovo altare maggiore, la cappella di San Francesco di Paola e su disegno dell’architetto Luigi Vanvitelli (1700 – 1773) venne ricostruita la sagrestia. Nel 1916, alla chiesa fu conferito il titolo di Basilica Pontificia Minore con decreto di Papa Benedetto XV (1854 – 1922). Negli anni seguenti, guerre e terremoti provocarono ingenti danni all’intera struttura. Seguirono una serie di lunghi restauri che si conclusero nel 2006, durante i quali, furono rinvenuti pitture di Sebastiano Conca (1680 – 1764), detto il Cavaliere. La Basilica si presenta con una facciata semplice e tre portali d’ingresso, l’interno è a croce latina, e le due navate laterali ospitano la cappella dedicata alla Madonna di Pozzano e l’altare dedicato a San Francesco di Paola. All’esterno si erge, invece, il campanile alto 33 metri, costruito nel 1585 come rifugio durante le incursioni saracene.








