Casalnuovo, campo container accanto alla circum: “è abusivo”. Sequestri e denunce

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Inchiesta sulle aree attraversate dalla linea ferroviaria

Vietato tenere i container sul terreno se non si ha la licenza edilizia rilasciata dal Comune. Un divieto che si fa più severo se i container sono molti e concentrati tutti in una stessa area. La violazione urbanistica poi si complica se alcune di queste casse mobili sono utilizzate come uffici o depositi aziendali. Lo ha stabilito il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Nola, che ieri ha convalidato il sequestro penale, operato nei giorni scorsi dalla polizia municipale, di 36 container trovati in un grande sito logistico di Casalnuovo, un parcheggio di tir ubicato accanto alla sopraelevata ferroviaria della linea circumvesuviana Napoli-Baiano, all’altezza del rione della ricostruzione, sul limitare di quel che resta di una zona di campagna coltivata a frutteti e ortaggi. Sono 8 le persone denunciate. Secondo la magistratura e la municipale, diretta dal comandante Fulvio Testaverde, il complesso di container trovato nell’impianto logistico, di 14mila metri quadrati, è abusivo. Manca la licenza edilizia del Comune. Intanto il gip ha ipotizzato, oltre al reato di abusivismo edilizio, anche quello di abbandono incontrollato di rifiuti. All’interno del parcheggio i poliziotti municipali hanno infatti trovato cinque cumuli di rifiuti depositati in diversi punti. Una situazione complessa. Questo sequestro segue quello di altri 7 container utilizzati a pochi metri dall’impianto logistico come uffici oppure come spogliatoi e bagni per gli operatori ecologici dalla ditta di nettezza urbana cittadina. Ditta NU che appunto parcheggia i suoi mezzi accanto all’area in cui è stata messa a segno l’ultima operazione. Anche nel caso dell’impresa di raccolta dei rifiuti urbani gli inquirenti contestano l’assenza della licenza edilizia. Le indagini nel frattempo proseguono. Gli investigatori vogliono comprendere meglio in che modo siano utilizzate le aree sottostanti e circostanti la sopraelevata della circumvesuviana, un lunghissimo ponte ferroviario di cemento, alto dieci metri, che si allunga da Poggioreale a San Vitaliano. In particolare s’indaga sulla base di un interrogativo di fondo: con quali permessi e con quali autorizzazioni gli spazi sotto e attorno la sopraelevata sono usati dai privati, che in molti casi hanno anche recintato l’opera della circumvesuviana con lunghe e alte gabbie di metallo e muratura. L’inchiesta sul parcheggio dei tir ha però fatto indispettire l’imprenditore titolare dell’azienda che gestisce l’area in cui sono stati sequestrati i 36 container. “Perché i container, che sono casse mobili da montare sui tir, hanno bisogno della licenza edilizia del Comune ? – si chiede il titolare del parcheggio di Casalnuovo – non vedo quindi quale sia l’abuso edilizio: i container sono rimovibili in dieci minuti. La vedo una forzatura equiparare questo a un abuso edilizio. Per abbattere un palazzo abusivo ci vogliono anni di causa giudiziaria. Io invece nello spazio di pochi minuti potrei togliere tutto”. L’imprenditore del settore logistico nel lamentare una serie di problemi normativi ha sottolineato che “solo 2 dei 36 container sequestrati sono adibiti a uffici”. “Il Comune di Casalnuovo ha un piano regolatore che per quanto riguarda, per esempio, i parcheggi è datato – lamenta l’imprenditore – e comunque non sapevo che il container di un camion, un cassone non abitabile poggiato a terra, dovesse avere una concessione edilizia. Poi bisogna capire il perché di certe cose. Attorno al mio parcheggio ci sono molti altri posti in cui sono stati installati centinaia di container. Perché sono venuti solo da me ?”. Dal canto suo il sindaco, Massimo Pellliccia, ribadisce ciò che aveva già affermato in occasione del precedente sequestro, quello operato nei confronti della ditta di nettezza urbana. “Sta dando i suoi frutti il lavoro del comitato di direzione convocato da me – dice Pelliccia – i controlli hanno portato a diversi sequestri scaturiti poi in procedimenti. Nonostante la carenza di organico il mio plauso va all’ufficio tecnico, che oltre a consentire ai cittadini in tempi celeri di esercitare le proprie attività edilizie controlla, insieme ai vigili, il rispetto delle regole”.