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 Le grandi rivoluzioni della Fisica sono avvenute grazie a menti eccelse, che nel corso dei secoli, certamente supportati da contributi esterni, hanno dato una svolta alla nostra comprensione dell’Universo. Lo avevo scritto nella scorsa Lezione 32, vale anche oggi. E le rivoluzioni le fanno gli Einstein, i Galileo e i Newton. Le vittorie le conquistano proprio loro, e alla fine vale anche nel calcio.

 

la partita. Il Napoli sembra aver intrapreso una striscia positiva. Arriva il turno del Cagliari, ennesima tappa del Napoli per la conquista della sua nuova identità. Il Napoli domina da subito nel gioco, ma è poco pericoloso nella prima frazione. L’attitudine di voler partire sempre dalla difesa, con scambi tra i difensori anche pericolosi, è sicuramente fonte di tensione, ma la squadra di Gattuso sembra trovarsi a suo agio in questa fase della manovra. Ma il gol non arriva. Il primo tempo mi lascia un po’ interdetto, non totalmente convinto di quanto visto. E il Napoli continua ad attaccare e a guidare la partita anche nel secondo tempo. Aumenta il ritmo, anche grazie all’ingresso di Insigne, che dà un punto di riferimento sulla sinistra. E finalmente passa in vantaggio. E’ grazie all’Einstein di turno che arriva il gol. Arriva la rivoluzione di Mertens, che punisce ancora una volta la sua vittima sacrificale. Infila la palla nell’unico buco possibile, con una traiettoria impossibile, rivoluziona la fisica, e segna, che gol. La partita finisce con qualche rischio residuo, ma un buon possesso palla per portare la partita in dirittura d’arrivo.

Per le rivoluzioni servono gli Einstein, e nel calcio servono gli Insigne e i Mertens. Gattuso ha dato una nuova veste a questo Napoli, un nuovo gioco, che può piacere o meno, ma il Napoli è tornato convinto e deciso. C’è un’idea di gioco, che si espleta grazie alla classe dei suoi campioni, a quella di Mertens, che ti risolve la partita con l’impossibile. Per fare le rivoluzioni servono gli Einstein, per segnare al Cagliari serve sempre Mertens.