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Business dei rifiuti: Bruscino è Cavaliere della Repubblica. Il popolo della Terra dei Fuochi: “Che vergogna”

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<< Mi hanno fatto Cavaliere della Repubblica Italiana ma io che non sono mai solo, grazie alla straordinaria famiglia che mi circonda ed ai tanti amici che non mi fanno mai mancare il loro sostegno, mi sento addosso la forza di un intero “Esercito” e da ieri ho una ragione in più per non demordere mai e proseguire una strada iniziata molti anni fa da mio Nonno, da mio Padre e da mio Zio >>.  Angelo Bruscino, rampollo della dinastia di smaltitori di rifiuti, anche tossici, in quel di San Vitaliano e dintorni, provincia a est di Napoli, ha commentato così il titolo che gli è stato assegnato dal presidente della Repubblica e che gli è stato consegnato nelle mani da Carmela Pagano, il prefetto di Napoli. In prefettura accanto a Bruscino c’era anche il sindaco di San Vitaliano, Pasquale Raimo, che ha espresso i suoi più vivi complimenti al giovane e ricco concittadino. Un evento questo dell’assegnazione del cavalierato al giovane ereditiero che sembra oscurare un recente passato davvero inquietante, quello del rogo dell’azienda di famiglia, migliaia di tonnellate di rifiuti inceneriti il primo luglio di quest’anno nell’impianto a ridosso della campagna di San Vitaliano. Un disastro immane, uno degli ultimi cinque maxi roghi di altrettanti impianti di stoccaggio privati nel Napoletano e su cui la magistratura sta ancora indagando. Intanto il conferimento del titolo a Bruscino sta facendo indignare il popolo della Terra dei Fuochi. Nelle varie pagine gestite dalle associazioni che lottano contro l’inquinamento in Campania c’è chi si è spinto a scrivere di << non avere più fiducia nello Stato dopo questa cerimonia >>. << Auguri a lui e condoglianze a noi tutti morti viventi >>, << che vergogna >>, << assurdo, senza parole >>, << vergogna anche al sindaco >>, << prima ci ha ucciso con la nube tossica e poi è stato premiato >>,  alcuni dei commenti scritti sulla pagina Facebook  San Vitaliano.net. E Alessandro Cannavacciuolo, leader ambientalista del territorio. grande accusatore dei Re Mida dei rifiuti, i fratelli Pellini, condannati per disastro ambientale,  è altrettanto ruvido. << Quando ho letto la notizia del conferimento del cavalierato a Bruscino – racconta Cannavacciuolo – ho pensato che fosse una fake news ma poi mi sono cadute le braccia quando ho visto le foto dell’imprenditore insieme al prefetto di Napoli. Con questa cosa lo Stato quale esempio può dare alla cittadinanza, alla nostra terra ? Piuttosto mi sarei aspettato dallo Stato  l’individuazione delle responsabilità dell’incendio della ecologia Bruscino e non un cappello premiale >>. Il premio a Bruscino in qualche modo mette anche una pietra su un passato un po’ più lontano, risalente al 2005, quando cioè proprio il ministero degli Interni emanò un’interdittiva antimafia a carico della Bruscino, sospettata di infiltrazioni della camorra. Interdittiva che fu poco dopo bocciata dal Tar del Lazio. Nel corso degli ultimi anni della Bruscino hanno parlato anche, e non certo in termini lusinghieri, i pentiti di camorra del grande riciclaggio di rifiuti, Gaetano Vassallo in testa. Resta ora la rabbia di tanta gente, persone che in occasione del rogo di luglio hanno anche stampato e distribuito un volantino con accuse molto pesanti all’indirizzo dei Bruscino.