Antonio, un postino per amico

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1959
Antonio, un postino per amico

Somma Vesuviana. 

Solo lettere, pacchi e raccomandate. Antonio Giacomini, cinquant’anni appena compiuti, è un postino del centro di Somma Vesuviana. Un messaggero che la gente aspetta fiduciosa e, a volte, maledice, soprattutto quando arriva una raccomandata di colore verde. Antonio ha un’espressione sorniona, un sorriso a volte malinconico e spesso beffardo. Cavalca le vicende umane con buona maestria. Conosce ogni angolo di via Aldo Moro, via Canonico Feola e Rione Margherita, luoghi della sua committenza lavorativa. Il suo cuore, però è al Bar Febbraro al Casamale, dove trascorre con amici fidati gran parte delle serate, pur essendo nato e cresciuto a Sant’Anastasia.  “M – M: Maradona e Mussolini” sono la sua parola d’ordine. “Maradona perché è il genio assoluto e Mussolini perché nessuno ha saputo fare meglio di Lui”. Antonio Giacomini si affretta a spiegare. Non vuole che si fraintenda il suo credo politico: “Maradona è di sinistra, mentre Mussolini è di destra. Posso, dunque, definirmi uomo di centro, dalle idee precise ed allineate”. Colorita e a tratti addirittura poetica è la sua filosofia: “Amo la pandemia – ripete spesso il postino -. Apprezzo quel periodo quando non c’erano femminicidi. Le strade non erano invase dallo smog, nei prati volavano le farfalle e si sentiva l’odore del vento”. La sua dichiarazione è stravagante ma esprime, però, a modo suo, una profonda critica alla odierna società dei consumi. E’ molto attento alle istanze sociali ed ha una originale visione della vita: “Il miglior medico – ripete spesso – è il veterinario perché il cane non può parlare”. A volte è un fiume in piena: “Genio e sregolatezza. Un poco pazzo. Di umore volubile, con un carattere bipolare”, dice di lui Danilo Laezza, il postino del Casamale. Antonio, però, è un amicone. Pronto a farsi in quattro pur di fare un piacere ad un conoscente. Ha una concezione sacra dell’amicizia e non lesina agli altri sorrisi ed abbracci. Nel suo animo sincero e fragile nasconde malcelata una profonda vena di tristezza. Ha perso l’unico fratello di 22 anni per un male incurabile. Nei suoi occhi la sofferenza di una persona cresciuta troppo in fretta. E’ un uomo, però, che non ama essere compatito e che affronta il duro mestiere della vita con un sorriso, una lacrima ed uno sberleffo.