Ancora spari a Brusciano, paura in città. Il sindaco: «Per la sicurezza in arrivo altre telecamere»

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Due le sparatorie registrate in due mesi, entrambe nel cuore della città e in pieno giorno. Due giorni fa un colpo esploso da un’arma da fuoco contro un 21enne, rimasto ferito. Tre episodi che hanno scosso i bruscianesi, che invocano più vigilanza. Il sindaco di Brusciano Giosy Romano annuncia un’intensificazione della videosorveglianza.

Non si sentono più al sicuro gli abitanti di Brusciano. Qualcuno parla di «emergenza». Altri riflettono sull’importanza della denuncia e della protesta: «un flash mob» è l’idea di Maria. Francesco, un anziano in bicicletta, nemmeno sa quello che è successo. In tanti ascoltano e restano in silenzio. C’è poi chi commenta, sulla base di quello che si vocifera tra le strade, fuori ai bar e in quei pochi cortili ancora animati di un piccolo comune di provincia.  «Ho chiesto di intensificare i controlli, perché da sola la polizia municipale non ce la fa. Ho convocato Polizia e Carabinieri. Stiamo concertando la data dell’incontro, ma si terrà a breve, nei prossimi giorni» ha dichiarato il primo cittadino. Oggetto della discussione: la sicurezza. «Abbiamo affidato ulteriori 15 mila euro per implementare altre telecamere. Saranno posizionate tenendo conto delle indicazioni delle forze di polizia» ha affermato inoltre Romano. Occhi elettronici già ce ne sono sul territorio, «anche se – precisa il sindaco – non hanno una buona definizione e a volte vengono danneggiati». Si trovano in piazza XI Settembre, in prossimità delle rotonde e all’esterno dello stadio comunale.

Proprio in piazza XI Settembre sabato c’è stata una sparatoria: da due soggetti in sella a uno scooter è partita una raffica di colpi di pistola che ha bucato i pannelli di recinzione del chiosco di un bar situato all’esterno di una scuola elementare, fortunatamente chiusa. Secondo le voci che si levano dalla strada, pochi minuti prima un uomo armato era entrato nel negozio di un barbiere in via Nazionale delle Puglie e aveva puntato la pistola contro un cliente prima di fuggire via.

Le indagini che stanno conducendo i carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna, diretti dal capitano Tommaso Angelone, dovranno far luce sull’accaduto e stabiliranno se ci sia un collegamento con la sparatoria precedente, quella avvenuta il 9 dicembre scorso all’esterno di una caffetteria in via Semmola, in cui rimase ferito non gravemente il pregiudicato 37enne Vincenzo Turboli, ritenuto dagli inquirenti vicino al clan Rega. La sera prima in un altro bar c’era stata una lite tra un suo amico – sodale di colui che è ritenuto il boss, Tommaso Rega – e il figlio di un noto pregiudicato della zona, che farebbe parte di una fazione malavitosa opposta, un gruppo che ha la sua base nel rione 219.

La gambizzazione dell’altro ieri sera ha invece sullo sfondo uno scenario diverso: la stazione “Guido De Ruggiero” della Circumvesuviana. Una fermata con i binari sopraelevati che di notte, anche per il posto isolato in cui si inserisce, diventa luogo di incontro per coppiette, e non solo. I carabinieri hanno appreso dell’accaduto solo quando il 21enne – che ha qualche piccolo precedente penale – si è presentato in ospedale con una ferita al ginocchio provocata da un’arma da fuoco. Stando al suo racconto avrebbe reagito a un tentativo di rapina, ma tale versione non convince del tutto gli investigatori che per vederci chiaro stanno facendo accertamenti. E, senza attendere troppo, ieri mattina sono scattate numerose perquisizioni. I militari dell’Arma hanno assediato le palazzine del rione 219 e altre abitazioni di alcuni pregiudicati a Brusciano e a Marigliano. I blitz avrebbero portato a un arresto su cui, almeno fino a ieri, si è mantenuto uno stretto riserbo.