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martedì, Ottobre 19, 2021

Alle vie del Gusto abbiamo bevuto il “GAVETE”

Il vino Gavete, il nuovo nettare dell’azienda “Tenuta Villa Augustea” della Famiglia Nocerino a Somma Vesuviana.

L’11 luglio si è conclusa la tappa estiva delle vie del Gusto e si è scelta come location il  ristorante Le Ginestre. Si è respirata aria familiare, cordiale,perché lo spirito delle Vie del Gusto è proprio questo: il piacere conviviale. Il menù aveva un  nome singolare “Gavete”  e soltanto chi è dell’area vesuviana può comprendere l’importanza di questo nome. Ncopp e’  Gavete, una zona del Monte Somma sede di una antica fonte di acqua sorgiva che è stata riportata alla sua naturale e splendida bellezza. Una grotta naturale, dentro la quale c’è una bella pietra lavica raffigurante la Madonna di Castello. Il padrone incontrastato della festa è stato il merluzzo, ma non certo lesso oppure all’insalata, ma quel merluzzo che muta il nome in “Baccalà” oppure “Stoccafisso” a seconda se è stato salato oppure essiccato. Ma vi starete chiedendo, cosa avete bevuto? Abbiamo degustato un vino dall’omonimo nome Gavete. Questo nettare degli dei è prodotto dalla famiglia Nocerino “Tenuta Villa Augustea” a Somma Vesuviana. Questo vino rosso brioso con un retrogusto piacevole, fresco , spontaneo, certo non di grande struttura ma un vino sincero, come è il popolo vesuviano. Abbiamo così anche sfatato il mito che sul pesce non si può bere il vino rosso, grave errore, certo non un vino corposo ed intenso, ma il Gavete è stato un ottimo compagno di viaggio. Ma la Tenuta Villa Augustea produce non solo il Gavete, ma altri vini di ottima qualità e fattura. Tutti vini del territorio vesuviano, a cominciare dal Catalunae, prodotto con uve Catalanesca, e dobbiamo ringraziare Alfonso I d’Aragona che nel XV secolo, importò questo vitigno dalla Catalogna, e lo  impiantò sulle pendici del Monte Somma, fra Somma Vesuviana e Terzigno. Su questi fertili terreni vulcanici l’uva fu presto sfruttata per vinificare, dai contadini vesuviani negli imponenti cellai delle masserie, dove ancora oggi è possibile trovare torchi che risalgono al ‘600. Un vino luminoso con una bella vivacità, che all’olfatto si apre con sentori floreali quali la ginestra, acacia, magnolia; note di idrocarburi, e note fruttate di albicocca . Morbido, piacevolmente fresco, con il suo perfetto equilibrio. Ma non possiamo dimenticare l’ Hicarnus prodotto con uve caprettone. L’etimologia del nome Caprettone potrebbe far pensare alla forma del grappolo che ricorda la barbetta della capra, oppure al fatto che i suoi primi coltivatori fossero pastori. Nonostante le sue origini antiche, è stato riconosciuto solo negli ultimi tempi come vitigno con un suo specifico profilo genetico e produttivo. Per un lungo periodo veniva indicato più che altro come nome locale-sinonimo della più conosciuta Coda di Volpe bianca. L’ azienda “Tenuta Villa Augustea” produce molti vini tipici Vesuviano dal Lacryma Cristi, al Piedirosso, alla Falanghina all’ Asprinio Spumantizzato, comunque una bella realtà del nostro territorio che cerca di valorizzare i vitigni autoctoni per produrre vini vesuviani che siano in armonia con il nostro territorio. Vi faremo sapere presto quando ci sarà la prossima tappa delle Vie del Gusto dove si intrecciano il Buon Cibo, il Buon Bere, la Buona Musica e la Cultura.

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