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Alessia, una storia di forza e di speranza. Il suo motto: “Sorridi, puoi”

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Alessia è una ragazza che non si ferma dinanzi a nulla. Le prove a cui è stata sottoposta negli ultimi anni non l’hanno né scalfita né incattivita, bensì il contrario: hanno fatto di lei una giovane donna che ha capito in anticipo la vita ed è in grado di insegnarla. Le sue parole sono una lezione per chi non apprezza la bellezza delle piccole cose, per chi vede il bicchiere sempre mezzo vuoto, per chi non conosce la differenza fra ciò che è importante e ciò che è superfluo nel corso dell’esistenza.

Ciao Alessia e grazie per aver accettato il nostro invito. Sei giovanissima: parlaci un po’ di te.

Grazie a voi per avermi contattata! Si, sono giovanissima sono del ’93, sono una ragazza solare ed anche testarda. Sono laureanda alla Magistrale in Economia dell’ambiente e dello sviluppo all’Università di Siena.  Non saprei descrivermi, lo lascio fare agli altri, ma so per certo ciò che vedo allo specchio: una giovane donna, dai capelli rossi ricci, una curvy senza nasconderlo, sorridente e sempre piena di carica da donare agli altri.

Quali erano i tuoi sogni da bambina?

Da bambina, come tutti, avevo tanti sogni: la stilista, la sociologa, la finanziere, ma poi tutto è cambiato … Una volta, mi piace raccontarlo spesso, mi chiesero il mio sogno, ed io risposi: “ Beh, semplicemente essere felice!”

E i sogni attuali?

Ora spero di terminare la mia laurea magistrale, aprirmi un’associazione, cercare di dare il mio contributo a “chi non ha voce”, come dico sempre io, e perché no, un bel lavoro che mi renda soddisfatta e orgogliosa di me stessa.

Ad un certo punto della tua vita, quello che tu chiami “un fulmine a ciel sereno”: un malore improvviso, gli accertamenti, la scoperta della sclerosi multipla. Come hai affrontato tutto questo?

Quando il medico mi ha detto il nome della mia compagna di vita: la sclerosi multipla, ho sorriso, e semplicemente ho detto GRAZIE. Si, pensate che sia folle, ma per me non era così. Dopo la morte della mia mamma con un cancro fulminante, sentire il nome di una malattia, per quanto sia cronica degenerativa e complessa, mi ha risollevato. Non dico sia stato tutto rose e fiori, ma mi ha reso chi sono ora!

Visibilmente commossi, cambiamo discorso spostandoci su un evento di cui Alessia è stata la protagonista assoluta.

Il 29 giugno scorso hai partecipato ad una sfilata di moda a Marigliano con lo slogan “La disabilità non è un limite”. Credi che la società moderna faccia ancora fatica a comprendere questo concetto?

Si, credo che sia quasi un tabù! È ancora difficile accettare il “diverso”, ci sono tanti punti interrogativi, e nessuno che li cancella. La scritta che ho mostrato è diventata parte di me, nel momento in cui ho conosciuto la mia sedia a rotelle, mia amica inseparabile. Non è stato facile farmi accettare da chi mi era intorno, ma con pazienza e coraggio, ho fatto comprendere che in fondo ero sempre IO, solo con un oggetto in più.

Una persona a cui vuoi dire grazie per essere stata sempre al tuo fianco.

Per mia fortuna non c’è solo una persona, ma se dovessi sceglierne una, sarebbe senza dubbio Valeria, la mia sorellina, la mia metà, la mia complice, la persona che davanti alla montagna non cambia strada ma si arrampica con me; che se si deve affrontare un’ avventura,un viaggio è la prima a sedersi in auto e partire, perché la vita è una sola e la dobbiamo prendere a morsi!

Il blog che gestisci, “Lächeln: sorridi, puoi”, è una vera e propria lezione di vita per chi lo visita. Come nasce questo progetto e come si è sviluppato nel corso del tempo.

Nasce da una pagina Facebook, circa tre anni fa, poi una cara amica di famiglia, mi ha proposto di trasformare la pagina, ormai seguitissima, in un Blog. Oggi si arricchisce sempre più di persone, di esperienze, di avventure e di meravigliosi colori. Ha un piccolo protagonista per chi non ha voglia di mostrarsi che è SuperLino, un orsetto impiccione, che nota dettagli strani durante i suoi viaggi. Il nome, non di meno, significa sorriso in tedesco,perché, a mio avviso è la medicina più potente che esiste.

Martedì 30 ottobre, presso il Centro Giovanile Na.Gio.Ja a Napoli, ci sarà la presentazione –da te fortemente voluta- del libro “Sedotta e sclerata” di Ileana Speziale. Perché consiglieresti questo libro.

Beh, Emily, la protagonista, e Ileana, la scrittrice, sono frizzantezza, energia, testardaggine, coraggio e determinazione. Per me tutte queste qualità devono essere portate sotto i riflettori, ma soprattutto mostrate a chi probabilmente ha perso la strada e deve ritrovarla. Il legame con la storia è fortissimo, ma con Ileana, soprattutto, è nata un’amicizia particolare e divertente dopo il mio evento ResilienzART a Roma.

Quali saranno i tuoi progetti futuri?

Ehm, questa è una bella domanda! Ho tantissime idee, sogni e desideri, non so neanche descriverli di preciso, sicuramente ho la voglia, la determinazione e la volontà di voler aiutare gli altri, perché so cosa significa cadere e doversi rialzare da soli. Non è facile! Potrei dire che la risposta di questa domanda è strettamente legata ai miei sogni.

Un messaggio che senti di lasciare a chi ti sta leggendo.

“Non mollare mai, perché prima o poi uscirà sempre l’arcobaleno!”