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Acerra, tesoro Pellini: da restituire anche i 3 milioni prodotti dallo Stato

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Gli utili ricavati dagli amministratori giudiziari rientreranno nella consegna 

 

Non finiscono le sorprese sulla clamorosa restituzione per sopraggiunta prescrizione dei beni confiscati nel 2019 ai fratelli Pellini. Gli amministratori giudiziari nominati dal tribunale per gestire il patrimonio di 222 milioni hanno infatti rivelato che la gestione del tesoro ha portato a una sua rivalutazione di alcuni milioni di euro, si parla di circa 3 milioni. Si tratta di un introito milionario derivato dall’efficace gestione degli affitti delle case sequestrate, sono 144, e di alcune aziende rimaste in attività grazie all’azione degli stessi amministratori. E così al momento della restituzione dei beni, che probabilmente avverrà nei prossimi giorni, nelle mani dei Pellini finirà anche quest’ulteriore danaro frutto della buona gestione pubblica del patrimonio.

La consegna

«Attendiamo la notifica della sentenza da parte della Cassazione e poi stabiliremo un incontro per sottoscrivere la riconsegna agli aventi diritto, compresi i ricavi derivati dall’amministrazione giudiziaria », annunciano Mario Ferrara e Paola Maddalena, i due amministratori che dal 2017 gestiscono il tesoro considerato dalla magistratura frutto dello smaltimento illecito dei rifiuti in provincia di Napoli. Un patrimonio che è stato appunto rivalutato grazie alla gestione diretta e indiretta di alcune aziende messa in campo da Ferrara e Maddalena in circa sette anni. L’attività che ha consentito i guadagni, ora da consegnare ai Pellini, è stata puntata sugli affitti degli immobili, case, ville e garage, che al momento del sequestro risultavano ancora non utilizzati o comunque privi dei contratti di affitto.

Gli utili e i problemi

Un lavoro, questo degli amministratori giudiziari, che si è rivelato davvero efficace non solo sul fronte della manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili ma anche su quello della regolarizzazione dei contratti. Non è finita. Altre attività che hanno generato utili sono state quelle di tre società immobiliari, una per il noleggio di elicotteri e un distributore di carburanti con annesso bar. Tutto ciò ha generato una giacenza milionaria che rientrerà nelle restituzione. Il bene di una certa portata che invece ha dato solo problemi è l’ex agriturismo di contrada Lenza Schiavone, ad Acerra, una grande villa del ‘700 con un uliveto e un’area esterna attrezzata. Fu tutto saccheggiato e incendiato da ignoti. Un  altro incendio doloso ha danneggiato gli uffici dell’eliporto, sempre ad Acerra, proprio di recente.

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