Acerra, centrale di biometano da rifiuti: botta e risposta sindaco-ambientalisti

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il sindaco di Acerra
il sindaco di Acerra

“Spira un venticello di calunnia: ecco la verità”, insinua Lettieri su Facebook. Cannavacciuolo: “Senza una legge regionale e senza mantenere gli impegni ogni moratoria contro l’arrivo di nuovi impianti risulterà del tutto inutile”  

 

Si è appena accesa una brutta polemica. Riguarda l’ormai prossimo arrivo ad Acerra di una centrale per la produzione di metano dal processo di decomposizione di 81mila tonnellate all’anno di rifiuti organici. Si tratta della realizzazione del più grande impianto di trattamento dei rifiuti degli ultimi anni in un’area peraltro caratterizzata dalla presenza del termovalorizzatore, della centrale elettrica a olio di palma, di  enormi scarichi abusivi e di numerose aziende di stoccaggio e smaltimento. E ora gli ambientalisti accusano il sindaco di Acerra di aver preso in giro i cittadini annunciando, a febbraio, “l’approvazione di una moratoria in grado di fermare la costruzione di nuovi impianti dei rifiuti”. Martedì sera però Raffaele Lettieri è passato al contrattacco, con un video su Facebook. “Spira un leggero venticello di calunnia – ha detto – per cui ora vi dimostro che in tutte le sedi il Comune di Acerra si è opposto alla realizzazione della centrale di biometano della New Green Fuel. E per quanto riguarda la moratoria sulla costruzione di nuovi impianti è ovvio che questa può avere efficacia contro le richieste di autorizzazione consegnate all’Area di sviluppo industriale a partire dall’8 febbraio, data di pubblicazione della moratoria sul Burc”. Le istanze della New Green Fuel risalgono al 2019 ed hanno ottenuto il via libera dalla Regione. “Ho dato mandato ai nostri legali di fare ricorso al Tar”, ha annunciato il sindaco. Non la vedono così gli ambientalisti. “La moratoria del consorzio Asi – eccepisce Alessandro Cannavacciuolo, ecologista della zona – è facilmente neutralizzabile attraverso i ricorsi al Tar che contro di essa potranno avanzare le aziende. In realtà senza una legge regionale e senza una municipalità che dia effettivamente seguito a ciò che approva in consiglio comunale, opporsi all’arrivo di impianti così a rischio è del tutto inutile”.