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Volla. M5S si prepara alle elezioni europee

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Gli attivisti penta stellati presenti sul territorio domenica 6 aprile con un gazebo per “l’Europa dei cittadini e non delle banche”.

“Ma voi state ancora qua a invogliare la gente ad andare a votare?”, ha detto, un signore sulla sessantina, fermandosi al gazebo, rivolgendosi ai ragazzi del Movimento 5 Stelle, con un tono di quelli di uno che voleva contestare l’iniziativa.

“Certo. Lei sa che statisticamente un politico corrotto compra 1000 voti, e che se 2000 persone vanno a votare, il 50% dei voti è in mano ad un politico corrotto? Invece, se, 100.000 persone vanno a votare il sistema politico corrotto possiede solo l’1% dei voti. Andare a votare è l’arma che i cittadini hanno per provare a cambiare le cose”, ha risposto Giovanni, uno dei più giovani attivisti. “Ci vuole un grande coraggio a stare qua”, ha ribadito il signore. “Ci vuole un grande coraggio ad andare a votare e provare a cambiare le cose”, ha concluso Giovanni.

Quel signore è andato via portandosi dietro un dubbio e un po’ del materiale illustrativo che i ragazzi del gazebo stavano distribuendo. E’ iniziata la campagna elettorale per le prossime elezioni europee e gli attivisti del Movimento 5 Stelle di Volla, domenica mattina 6 aprile 2014 in Via Rossi, all’angolo di Via Dante Alighieri, hanno fatto sentire e vedere la loro presenza sul territorio con un presidio-gazebo. A parte l’opera di sensibilizzazione con raccolta firme sul tema delle tariffe automobilistiche assicurative discriminanti nei confronti dei cittadini italiani in base alla loro residenza, sono stati distribuiti dei volantini contenenti i sette punti più significativi che il Movimento vuole portare in Europa.

In ordine di importanza: Abolizione del Fiscal Compact. Il Fiscal Compact è il patto di bilancio europeo (o trattato di stabilità) che contiene regole vincolanti per l’equilibrio di bilancio. I paesi aderenti, che hanno un debito pubblico superiore al 60% del PIL, hanno l’obbligo di rientrare entro tale soglia nel giro di 20 anni ad un ritmo di un ventesimo dell’eccedenza ogni anno. In altre parole l’Italia deve rientrare del suo debito per 50 miliardi di euro all’anno per i prossimi 20 anni. Il patto è stato ratificato per l’Italia dal governo Monti il 12-07-2012 (Al Senato con 216 SI, 21 Astenuti e 24 NO) e il 19-07-2012 (Alla Camera con 368 SI, 65 Astenuti e 65 NO) e promulgato dal presidente Napolitano e depositato il 14-09-2012.

Non firmatari di tale trattato sono il Regno Unito, la Repubblica Ceca e l’Irlanda dopo referendum pubblici. Per i Nobel per l’economia, Kenneth Arrow, Peter Diamond, William Sharpe, Eric Maskin, Robert Solow, questo trattato porta alla contrazione del reddito disponibile e del potere d’acquisto, e aumenta la disoccupazione in linea verticale con dissoluzione dello stato sociale.

C’è poi l’abolizione del pareggio di bilancio. Se da una parte è controproducente obbligare un paese al pareggio di bilancio, senza conoscerne le esigenze economiche e sociali, dall’altra è irresponsabile far lievitare la spesa pubblica a causa della cattiva politica e della corruzione. Il pareggio di bilancio prevede che la spesa debba compensare le entrate. Se vi è una differenza ci devono essere ulteriori tasse per compensarla ed azzerarla.

Altri punti sono: l’adozione degli Eurobond e gli investimenti in Innovazione e nuove attività produttive. I primi, gli Eurobond, sono sul tavolo dell’Europa da molti anni, ma i paesi più forti (Germania, Finlandia e Paesi Bassi) non vogliono condividere i debiti. Gli eurobond devono essere parte integrante della “Comunità Europea” in presenza di una moneta unica, una politica unica e scambi commerciali. Gli investimenti, invece, devono essere esclusi dal limite del 3% annuo di deficit di bilancio. L’Italia dovrà insistere a Bruxelles mettendo mano al trattato di Maastrich per far partire gli investimenti, l’innovazione e le nuove attività produttive creando posti di lavoro ed economia interna.

Gli ultimi punti più significativi che il Movimento vuole portare in Europa sono, nell’ordine: finanziamenti attività agricole e di allevamento, finalizzate ai consumi interni. Ridiscussione delle quote di esportazione e di importazione per non distruggere i prodotti per rispettare le quote comunitarie, troppo basse per l’Italia; alleanza tra i paesi mediterranei per una politica comune; referendum per la permanenza nell’euro: se non verrà recepita la trasformazione da Unione Europea, fondata su economia e moneta, in Comunità Europea come Unione tra i Popoli.
 

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