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Una gloriosa e antica tradizione agroalimentare, scientifica e tecnologica ha posto questo settore dell’Università Federico II tra i primi in campo internazionale.

Ingegnere chimico, approdato alla guida della facoltà in un periodo di estremo lassismo, proprio mentre prendeva forma il progetto di trasferire Agraria dalla sua sede storica, il Palazzo Reale di Portici, a Scampia, il prof. Masi (foto), in nemmeno cinque, anni ha fatto si che le iscrizioni degli studenti aumentassero in modo esponenziale ed il numero dei fuori corso si dimezzasse.

Alla guida di una facoltà che offre concreti sbocchi lavorativi, il prof. Masi ha dato una notevole impronta all’insieme di materie affini e obiettivi formativi, di conoscenze e abilità che caratterizzano il profilo degli studenti della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi Federico II. Paolo Masi per qualche hanno ha frequentato, sia da studente che da docente, i campus statunitensi, e ha saputo cogliere l’alto valore formativo; ne ha adottato la metodologia qui a Portici, mettendo lo studente al centro di tutte le attività inerenti ad Agraria. La Facoltà, infatti, è una delle poche che ha un proprio coro polifonico, una squadra di calcio e promuove tutta una serie di iniziative culturali di vario genere, dove ad essere protagonisti sono sempre gli studenti.

Tutto questo prende forma in un luogo di grande interesse storico, immerso nella natura, con spazi immensi a disposizione, dove i giovani entrano da matricole e, alla fine del corso di laurea, ormai adulti, hanno il necessario know how per entrare a pieno diritto nel mondo del lavoro e della ricerca. Nel corso del colloquio, il prof. Masi ci ha illustrato la situazione logistica della facolà di Agraria.

«Il Senatore Medici, del ministero per l’Agricoltura, nel 1955, poiché eravamo l’unica facoltà di Agraria del Meridione, fece costruire un collegio che ospitasse gli allievi fuori sede. Attualmente, il Collegio Medici è di competenza dell’A.DI.S.U. Napoli 2 (Azienda pubblica della Regione Campania per il Diritto allo Studio Universitario), cui competono interventi di vario tipo: aiuti finanziari, servizi abitativi e di ristorazione, iniziative a carattere culturale o altro. Purtroppo è chiuso da più di quindici anni; ha bisogno di ristrutturazioni e messe a norma, ma non arrivano i fondi per poterlo fare. Si tratta di ottanta camere con bagno, che dovrebbero essere a disposizione degli studenti ad un prezzo modico, ma, purtroppo, la realizzazione dei lavori non dipende da me. Sto facendo questa battaglia da anni, ma, fino ad ora, mi sono trovato davanti ad una serie di ostacoli. Occorrerebbero 8-900mila euro: una cifra irrisoria, considerato che sarebbe ammortizzata in un paio d’anni con la riscossione dei fitti. Sempre per agevolare gli studenti fuori sede, mi sto interessando per trovare alcune sistemazioni abitative economicamente convenienti».

Trovare soluzioni a questo tipo di problemi è di sua competenza?
«Assolutamente no, ma cerco comunque di trovare le soluzioni idonee. Come la mensa, ad esempio; ristrutturata, è stata riaperta tre anni fa, ma funziona a singhiozzo, per una questione di appalti non andati a buon fine. So che è stato fatto un nuovo bando di gara, ma, al momento non è ancora uscito. Ci tengo a garantire ai miei studenti i sacrosanti diritti; in Facoltà è presente anche un Housing Office, dove le offerte abitative a prezzo di mercato, comprensive di consumi, spese condominiale e wi-fi, sono proposte agli studenti che ne fanno richiesta. Ci tengo a dire, comunque, che li guido con polso fermo nel doveroso percorso di studi, perché la Facoltà di Agraria non è un esamificio: chi s‘impegna va avanti. Anche qui, cerco di agevolare in tutti modi gli studenti, proponendo più sessioni di esame, in modo che possano recuperare in breve tempo una prova non soddisfacente; naturalmente, non transigo sulla preparazione. Proprio in questo modo sono riuscito a diminuire il numero degli studenti fuoricorso».

A proposito di wi-fi, come funziona la rete in Facoltà?
«Siamo collegati ad una rete GARR a fibra ottica, specifica per l’Università e la Ricerca, un anello che include non solo noi, ma anche l’ENEA, l’Istituto Zooprofilattico e gli altri centri di ricerca. Rispetto alle facoltà con sede a Napoli, il nostro wi-fi ricopre anche le aree esterne; persino i telefoni sono collegati alla rete. Inoltre, siamo l’unico settore della Federico II che mette a disposizione ben cento postazioni computer, due centri di calcolo. Non solo, grazie alla distanza dalla sede centrale dell’Università, disponiamo di un nostro Centro Linguistico; gli studenti delle altre Facoltà hanno a disposizione due CLA, a via Partenope e a via Mezzocannone, mentre i nostri che vogliono seguire il corso non devono nemmeno spostarsi. Abbiamo una lettrice, Diana Pickens, di madrelingua, che tiene i corsi da dieci anni e con cinquecento ore di attività. I livelli di studio sono ben tre, Bi, B2 e quello d’idoneità linguistica per studiare all’estero: vale a dire che uno studente può imparare l’inglese in maniera eccellente e assolutamente gratis qui in sede».

Quali sono le prossime attività culturali che si svolgeranno in Facoltà?
«Attualmente è in corso di svolgimento il Portici Campus; il 29 e il 30 novembre, un’associazione legata alla Soprintendenza, darà qui un lavoro teatrale. Inoltre, di settimana in settimana, seguiranno una sfilata di moda realizzata da studenti della Facoltà e un recital di tenori del Teatro San Carlo. Le attività culturali del 2012 si concluderanno con il concerto del nostro coro A.M.A., diretto dal prof. Riccardo Motti. Sono poche le facoltà in Italia che offrono ai propri studenti non solo una preparazione specifica ad alto livello, ma anche la possibilità di crescere a 360°, consolidando un forte senso di appartenenza a questa struttura».