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Anche quest’anno la Campania si impoverirà, con un calo dell’1,9 % del prodotto interno lordo. Salirà ancora la disoccupazione, caleranno ulteriormente consumi delle famiglie e investimenti. In compenso, accelereranno le esportazioni.

La Campania sarà una delle regioni d’Italia a impoverirsi di più nel 2013. È uno dei dati contenuti negli Scenari di sviluppo delle economie locali italiane, diffusi pochi giorni fa da Unioncamere. Le proiezioni degli enti camerali, realizzate con il contributo di Prometeia, si basano sulle indicazioni che le Camere di commercio raccolgono periodicamente dagli imprenditori. Secondo il documento pubblicato sul sito web di Unioncamere, il prodotto interno lordo campano calerà dell’1,9 percento quest’anno. Nessun’altra regione italiana fa peggio: solo la Puglia, secondo queste previsioni, arriverà a eguagliare il deludente risultato nostrano.

Tuttavia nell’anno che si è appena concluso è andata anche peggio. La nostra regione ha chiuso il 2012 con un secco -3 percento, superata dalla sola Sardegna (-3,1 percento). Però la Campania (e la cosa non ci consola affatto) non è l’unica regione dello Stivale ad arrancare: se il Paese, nel suo complesso, ha chiuso il 2012 perdendo oltre due punti di Pil, quest’anno, a giudicare da queste stime, non arriverà la riscossa. L’Italia dovrebbe infatti perdere un altro 1 percento, e come spesso accade il calo non è egualmente ripartito: il Sud dovrebbe chiudere infatti quest’anno con un meno 1,8 percento, il Centro-Nord se la caverebbe con un meno 0,8 percento.

Colpa, chiarisce il rapporto, dei consumi degli italiani, che continuano a contrarsi. Se però la domanda interna resta debole, l’export continua a risollevarsi. Nel 2012 è aumentato dell’1,8 percento, nell’anno in corso dovrebbe crescere di altri due punti percentuali. Nell’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle, è stato proprio il Mezzogiorno a guidare la volata delle esportazioni. Al Sud e nelle isole, infatti, le vendite dirette verso l’estero sono cresciute del 4,5 percento. Quest’anno il recupero non sarà così vivace, secondo Unioncamere, che prevede una crescita dell’export meridionale dell’1,1 percento. D’altronde, in questo sprint del 2012, non tutte le regioni del Mezzogiorno hanno corso alla stessa velocità: se la Sicilia ha aumentato le esportazioni di circa il 15 percento e la Puglia del 6 percento, la Campania è invece arretrata (-1,2 percento) e la Basilicata addirittura crollata (-26,2 percento).

Quest’anno, gli “scenari” degli enti camerali prevedono che la nostra regione recuperi, in termini di export, quell’1,2 lasciato sul terreno nel 2012. Veniamo al dramma dei drammi: il tasso di disoccupazione, perlomeno quello ufficiale, dovrebbe crescere ancora in Campania, salendo dal 18,9 al 19,3 percento. Magro contentino, nella classifica della disperazione lavorativa la nostra regione sarà superata dalla Sicilia, in cui questa variabile salirà al 19,6 percento, almeno secondo queste previsioni. Insuperata resta invece la Calabria, con oltre il 20 percento di disoccupati.

Si prevede poi che nel 2013 calino ancora gli investimenti, oltre ai consumi delle famiglie. In tema di investimenti, la Campania ha già subito una vera batosta nel 2012, perdendo oltre 13 punti percentuali (peggiore risultato in Italia). Ma non è finita, perché quest’anno verrà a mancare un altro 5 percento nel volume di investimenti. Dovrebbe inoltre calare ancora la spesa delle famiglie per i consumi: ai 4,2 punti percentuali persi nella nostra regione nel difficile 2012 dovrebbe aggiungersi quest’anno un altro 1,2 percento di minori spese per i consumi.
(Fonte Foto:Rete Internet)