La compagna del muratore ucciso a Pasqua: “Non perdono gli assassini”

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Angela Fatigati chiede alla magistratura che si faccia piena giustizia. Intanto la salma di Salvatore Sagliocco è ancora bloccata nell’obitorio del secondo Policlinico.

“Non perdonerò mai gli assassini del mio compagno, hanno tolto la vita a un uomo che non meritava per niente ciò che gli hanno fatto”.

Piange a dirotto Angela Fatigati, compagna di Salvatore Sagliocco e madre di un bimbo che i due hanno avuto 7 anni fa, chiede giustizia. Angela è anche la mamma di una ragazzina di 14 anni, avuta da una precedente relazione. Era stata adottata da Salvatore.

Ci può raccontare di quella sera di Pasqua?
“Ho visto il corpo di Salvatore: aveva ecchimosi dappertutto, sulle braccia. Le coltellate erano nelle spalle. Mi chiedo se un bambino di 7 anni debba subire un’ingiustizia di questo genere, se debba perdere un padre così, ammazzato come un cane”.

Ha un messaggio da lanciare?
“Voglio giustizia per i miei figli: non dovevano diventare orfani di un padre meraviglioso. Cosa dico al bambino ? Che il papà non potrà più portarlo a scuola?”.

Lei ha visto Manna dopo il fatto?
“Sì, ho visto l’assassino uscire dal commissariato: era sereno. Ma come si fa? Come?”.

Signora, ci può raccontare meglio di suo marito?
“Tengo a precisare che lui aveva dei piccoli precedenti penali, che però risalgono alla notte dei tempi, al 1994. Intanto si era rifatto una vita da un pezzo lavorando sodo come muratore. Non dovete tentare di screditarlo! Salvatore è stato ucciso in modo bestiale! Chi ce lo ridà adesso?”.

Signora Fatigati, come ha conosciuto Salvatore?
“Alcune persone della mia famiglia e della sua si frequentavano per cui è stato normale conoscerlo in questo modo. Poi abbiamo vissuto in Lombardia. Ma quando il lavoro nei cantieri è finito ce ne siamo tornati qui, dove pure ha continuato a lavorare Salvatore. Non stava lavorando da settembre e nel frattempo stava percependo il salario della disoccupazione dei cantieristi edili. Ma ieri me lo hanno ammazzato”.

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