Indotto Fiat: il 21 gennaio la verità sulla ex Ergom

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Tra dieci giorni faccia a faccia sindacati-azienda in Regione sul destino dei 720 addetti della componentistica Fiat dislocata a Poggioreale.

La vertenza Fiat scorre sul doppio binario dello scontro tra il Lingotto e la Fiom e delle tensioni occupazionali e produttive. Tensioni che riguardano il futuro di migliaia di lavoratori: i 1390 cassintegrati della società Fiat Giambattista Vico di Pomigliano, i 316 dell’impianto logistico di Nola e i 720 della ex Ergom di Poggioreale. Però non bisogna dimenticare i circa 1500 addetti della Fiat-Fma di Avellino, impianto produttore di motori ma che non ha quasi più commesse. Nella fabbrica irpina si lavora pochi giorni al mese. Per non parlare, infine, delle tante piccole e medie aziende campane gravitanti attorno al settore automobilistico.

Molte di queste imprese sono scomparse, inghiottite dal gorgo silenzioso di una crisi spietata. Intanto il prossimo 21 dicembre c’è un appuntamento importante: la Regione ha convocato azienda e sindacati per discutere il futuro della ex Ergom. Anche in questo caso, però, la convocazione è a tavoli separati. La Fiom non potrà essere della partita che la Fiat disputerà con i sindacati firmatari, cosa che ha fatto indispettire, come nel caso della vicenda degli esuberi nella newco, i metalmeccanici della Cgil. C’è nel frattempo una scadenza che pende come una spada di Damocle sul destino dei cassintegrati di Fiat Giambattista Vico, della ex Ergom e del Wcl di Nola. Per loro la cassa integrazione terminerà il 13 luglio.