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martedì, Novembre 30, 2021

Immigrati, giunge a conclusione il progetto “Diritti senza confini”

A Napoli nella sede della CGIL in via Torino si è svolta la festa conclusiva del progetto di formazione rivolto agli immigrati

gli immigrati sono una delle realtà più critiche nel nostro paese, anche perché spesso non si è voluto né riconoscere, né accettare il fenomeno, trascurando così di affrontare il problema dell’assistenza e dell’integrazione. Nella regione Campania, ad esempio, non c’è traccia di progetti di accoglienza. Lo afferma Enzo Annibale, responsabile dell’ufficio immigrazione della CGIL, il primo ad intervenire nell’incontro di fine anno del progetto “Diritti senza confini”, che si è tenuto lo scorso giovedì, 6 luglio, nel salone Federico in via Torino, con il coordinamento di Rosalba Cenerelli. Ad esempio l’anno scorso quando ci si è trovati di fronte all’emergenza nordafricana, largamente prevedibile, i profughi sono stati parcheggiati negli alberghi, senza nessun tipo di prospettiva.

Il progetto “Diritti senza confini” inizia nel 2008 da un’idea semplice ed efficace: portare all’interno della Camera del Lavoro gli immigrati bisognosi di formazione invece di aspettarli a scuola. Partita con una trentina di partecipanti l’iniziativa ha visto nel corso degli anni le presenze moltiplicarsi accrescendo naturalmente la sua importanza, anche grazie all’opera instancabile di Fulvio Battista, docente del Centro Territoriale Permanente della Scuola Media Statale “O. Bordiga”. Quest’anno sono stati circa seicento gli adulti che hanno studiato in via Torino, trasformando i locali della Biblioteca in un laboratorio permanente di formazione.

Il successo del progetto evidenzia chiaramente quanto urgente sia il bisogno cui ci si propone di rispondere: imparare l’italiano, per riuscire a comunicare bene, e ottenere il diploma di scuola media. Ma all’interno del progetto, in collaborazione con altre realtà, ad esempio l’Associazione “Garibaldi 101”, si sono svolte anche altre iniziative. Sono stati tenuti laboratori teatrali, si è costituita l’Orchestra Multietnica Mediterranea, ed inoltre si prevede di attivare anche corsi di primo soccorso (particolarmente utili nel caso del lavoro di cura svolto dalle badanti) e di Patente Europea del Computer.

Immigrazione vuol dire quasi sempre clandestinità, sofferenza, isolamento, emarginazione. Non a caso l’incontro è iniziato con la visione del film “Babylon Fastfood” di Alessandro Valori, tratto da un racconto di Lorenzo Mazzoni, vincitore del primo premio come miglior corto all’OFF film Festival, all’interno del Rome Independent Film Festival. Il film mostra la realtà di un giovane immigrato di seconda generazione che si trova ad essere isolato sia dagli immigrati che dagli Italiani.
Tuttavia è in chiusura che arriva il momento più significativo, quando racconta la sua esperienza Felix Abado, un giovane rifugiato del Togo che è riuscito dopo tante sofferenze e fatica a costruirsi una vita soddisfacente.

Felix non solo ha imparato la lingua italiana al punto da diventare interprete e mediatore culturale. Felix scrive poesie in italiano e attraverso il linguaggio poetico ( “è il più alto” dice) racconta l’epopea degli immigrati, l’esperienza sua e delle tante persone che ha incrociato nei suoi percorsi di vita. Ha pubblicato una raccolta e l’ha intitolata, da un suo verso, “L’alba arriva per tutti”, chiaro messaggio di speranza e di solidarietà. Due cose di cui si ha molto bisogno in questo periodo.

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