Capodanno: Paese che vai, usanze che trovi

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I riti per attirare a sè la buona sorte e scacciare le negatività, in Italia e nel mondo

A Capodanno, sia per chi ci crede, sia per chi ci crede un po’ meno, l’appuntamento con i rituali propiziatori di buona fortuna sono irrinunciabili e immancabili. A mezzanotte del 31 dicembre finisce un ciclo e ne inizia un altro, è un momento di passaggio molto significativo in tutto il mondo.

Le origini del Capodanno sono antichissime, risalgono alla festa fatta in onore del dio romano Giano, e forse sono ancora più lontane. Numerosi sono stati i cambi relativi alla data di celebrazione. I celti festeggiavano nella notte tra il 31 ottobre e il primo di novembre, ossia Halloween o Samhain, per celebrare il periodo in cui la terra si preparava per tornare poi a ridare i

suoi frutti.

Per i Romani l’anno nuovo iniziava il primo giorno di marzo, fu poi Giulio Cesare, con l’introduzione del Calendario Giuliano, a stabilire il primo gennaio come inizio del nuovo. In questa occasione, si invitavano a pranzo gli amici e si scambiava in dono un vaso bianco con miele, datteri e fichi, il tutto accompagnato da ramoscelli d’alloro, le cosiddette strenne simbolo di augurio, fortuna e felicità. Il nome strenna derivava dal fatto che i rami venivano raccolti in un boschetto dedicato ad una dea di origine sabina: Strenia, dea portatrice di fortuna e felicità.
Nel Medioevo, molti paesi europei usavano il Calendario Giuliano, ma vi era un’ampia varietà di date che indicavano il momento iniziale dell’anno. Solo con l’adozione universale del Calendario Gregoriano, nel 1582, la data del primo gennaio venne adottata comunemente come inizio del nuovo anno.

Le superstizioni e i riti ben augurali li ritroviamo in ogni parte del pianeta, essi rappresentano le secolari tradizioni fortemente ancorate alla cultura di ogni popolo.
Ogni paese ha le proprie.
Allo scoccare della mezzanotte, in tutta Italia, è diffusa l’usanza di mangiare il cotechino o lo zampone con le lenticchie, un piatto che favorisce abbondanza, prosperità e ricchezza: i rotondi legumi, infatti, simboleggiano le monete.

Il colore più propiziatorio da indossare è il rosso, non solo in Italia.
In Canada, invece, specialmente a Vancouver, consuetudine vuole che il primo giorno dell’anno ci si immerga nelle acque gelate in quello che viene definito “Polar Bear Swim”.
La Spagna segue la tradizione dei 12 chicchi di uva, c’è un rituale ben specifico da seguire: bisogna mangiare un chicco per ciascun rintocco, i chicchi devono essere senza semi, chi va a tempo sarà ricompensato con buona sorte e protezione.

In Argentina il Capodanno è una festa estiva. Una tradizione è quella di ridurre la carta in piccoli pezzi, che poi vengono buttati dalle finestre, liberandosi così di tutto ciò che è inutile.
In alcune parti della Gran Bretagna e dell’Irlanda, si usa aprire tutte le porte di casa a mezzanotte per far entrare il nuovo anno. Inoltre si fa rumore sbattendo utensili della cucina o della casa con l’obiettivo di scacciare gli spiriti cattivi durante il passaggio dal vecchio al nuovo anno.

In Grecia il giorno di Capodanno si festeggia San Basilio, anzichè San Silvestro, che porta doni ai bambini. Una volta superata la soglia di casa, ogni ospite deve rompere un melograno, gettandolo per terra: più chicchi si spargeranno, più fortuna avranno i proprietari di casa. La tradizione greca impone la decorazione di una barca a vela. A tavola si gusta, invece, la vassilopitta o torta di San Basilio, un pane dolce che nasconde al suo interno una monetina d’oro o d’argento: chi la troverà, avrà un anno fortunato e prospero.

In Brasile c’è il Rèveillon, una grande festa in piazza alla quale partecipano persone di tutte le etnie, classi sociali e credenze religiose. A Rio de Janeiro e a San Paolo si usa vestirsi di bianco, simbolo dell’energia positiva, della pace e della tradizione afrobrasiliana. Alcuni scelgono invece di indossare il colore simbolo di quello che desiderano per l’anno successivo: il rosso per la forza, l’amore e la passione, il giallo per i soldi e la prosperità, l’arancio per il successo, il blu per l’armonia e la tranquillità, il verde, infine, per speranza, salute ed equilibrio. L’anno inizia onorando la dea delle acque Yemanja, il cui nome significa “madre i cui figli sono pesci”, con offerte poste su piccole zattere illuminate da candele, spinte al largo in balia della corrente. Altra tradizione è il salto delle prime sette onde del nuovo anno, esprimendo un desiderio per ogni onda.

In Germania si accoglie l’anno nuovo brindando con Feuerzangenbowle, la “bevanda della fraternità” fatta con vino rosso, spezie, bucce d’arancia e rum. In tavola si porta frutta secca, come anche in Italia. Un’altra usanza è la Bleigießen, la “colata di piombo”: si versa una piccola quantità di piombo fuso in una ciotola o in secchio pieno d’acqua. La forma che assumerà il metallo verrá poi interpretata per predire l’anno futuro. Se il piombo forma un tondo significa che la fortuna rotolerà via.

In Russia a Capodanno si mangiano le kozoulka, paste azzime a forma di animali domestici e si getta dietro le spalle il bicchiere in cui si è brindato.
In Romania c’è la tradizione di fare gli auguri a tutti gli animali che si incontrano, usando frasi di estrema cortesia e gentilezza, contemporaneamente si benedicono i campi.
In Giappone la vigilia si chiama Omisoka e l’anno nuovo inizia il 1 gennaio, ad eccezione della Prefettura di Okinawa che preferisce seguire il capodanno cinese, coreano e vietnamita. Ci sono diversi rituali suggestivi e affascinanti. Si parte con il Joyanokane, ovvero l’ascolto del suono delle campane nei templi buddisti. In pratica alla mezzanotte del 31 dicembre tutti i templi buddisti del Giappone suonano le campane per un totale di 108 rintocchi, che simboleggiano i peccati originali del Buddhismo, in modo da allontanarli. Finito l’ascolto, è obbligatorio mangiare gli spaghetti di soba.

Si prosegue poi con l’Hatsumode, la prima visita dell’anno ai santuari e ai templi buddisti e shintoisti. La visita può essere fatta o subito dopo la mezzanotte o durante tutta la giornata del 1 gennaio, l’importante è indossare il kimono e esprimere desideri per il nuovo anno con gli amuleti omamori, bevendo il tradizionale sake.

Inoltre vengono considerati di buon auspicio tutte le “prime volte” del nuovo anno: l‘hatsui o primo sole, il waraizome o primo sorriso, l’hatsuyume o primo sogno, l’hatsugama o prima cerimonia del tè. A proposito del primo sogno, segni onirici di buona fortuna sono il monte Fuji, falchi e melanzane.

L’ultimo Paese a festeggiare il nuovo anno è la Cina. Qui è in vigore il calendario lunare, in base al quale i cinesi festeggiano il Capodanno nel giorno della seconda luna dopo il solstizio d’inverno, ossia al periodo compreso nel nostro calendario tra il 21 Gennaio e il 20 Febbraio e prende il nome di Festa di Primavera. In tale occasione i Cinesi ringraziano i loro antenati per tutto ciò che hanno avuto nell’anno passato.

Nel mese di ottobre o novembre, invece, con anticipo si svolge il Diwali o Capodanno Indiano che simboleggia la vittoria del bene sul male. Caratteristici di questa importante festività sono i diya, le candele e lampade tradizionali che vengono accese per celebrare la divina unione di Lakshmi, dea della fortuna, con Vishnu, il Conservatore. E’ “la festa delle luci”, ogni candela accesa ha il compito di illuminare il cammino della dea. Il suo passaggio simbolico vicino alle case e ai villaggi che la guidano nell’annuale venuta sulla terra, porta fortuna e prosperità.
A Capodanno, nel Kerala c’è il famoso Carnevale che dura per tutta l’ultima settimana di dicembre, ma il giorno principale è il primo dell’anno: i carri allegorici e le mascherate per le strade di Fort Kochi competeno per vincere il primo premio. Non mancano il kathakali e il kalaripayattu, forme antiche di teatro-danza tramandate nei secoli.

Un rituale, infine, molto diffuso in Campania sono le famose calende, ossia un metodo empirico, adoperato dei vecchi contadini, per valutare le previsioni meteorologiche del nuovo anno. Esse rispecchieranno il meteo delle calende diritte, ossia il periodo che va dal 13 dicembre al 24 dicembre e le calende rovesce, che vanno dal 26 dicembre al 6 di gennaio, con pausa il giorno di Natale. Le diritte rappresentano la prima parte del mese, le rovesce la seconda metà, l’interpretazione dei fenomeni è affidata alla saggezza degli anziani che osservano il cielo e annotano la mutevolezza delle giornate.

A San Silvestro, allo scoccare della mezzanotte, provate a mettere in pratica tutti questi riti, magari il prossimo anno sarà meraviglioso, o almeno sarebbe raccomandabile uscire di casa con qualche moneta in tasca e indossare un tocco di rosso. Come diceva il grande Eduardo De Filippo: “Essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male“.
Buon 2014!
(Fonte foto: Rete internet)

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