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Al laicato cattolico spetta di continuare l”esperienza antica di stare in mezzo alla gente per condividerne fatiche, attese e pensieri. Anche la Chiesa di Nola pensa di organizzare una Scuola di Formazione sociale e politica. Di Don Aniello Tortora

La vita politica in Italia e, soprattutto nel nostro Sud, ripiegata su sè stessa e su polemiche, interne e intestine, tra i diversi leader e schieramenti, si allontana paurosamente, giorno dopo giorno, dai problemi reali della gente. Aumenta lo sconcerto, la confusione, la incomprensione di quanto sta accadendo. Napoli è ancora piena di monnezza e il miracolo non c’è stato. Solo S. Gennaro, un paio di volte all’anno, è “attrezzato” per questo.
La Chiesa non può chiudere gli occhi davanti a ciò che sta succedendo o far finta di niente. Ma, cosa può fare, ancora?

Il laicato cattolico si sta movimentando ed è in movimento. Organizzato dalla Presidenza dell’Azione Cattolica Italiana, c’è stato a Roma un incontro con gli amministratori locali che, provenienti dall’esperienza di Azione Cattolica, si sono ritrovati nei giorni scorsi a Roma a ragionare attorno al bene comune. Riporto qui diverse considerazioni di qualcuno che vi ha preso parte. Mons. Bregantini, il Vescovo coraggioso di Locri (attualmente vescovo a Campobasso) ha offerto alcuni spunti di riflessione molto interessanti, parlando di responsabilità educativa, di speranza, di rischio.

Incontro di laici impegnati in una politica che non ha bisogno di ricorrere ad aggettivi per esprimere il suo essere atto di amore alla città. La voce del territorio, rappresentato da chi ne è al servizio in ruoli di governo, ha sempre toni di concretezza, di essenzialità e di coerenza.
Ma non si costruisce politicamente qualcosa di positivo lasciandosi risucchiare dalle polemiche e il territorio, non da oggi consapevole di questo rischio, si carica di una grande e promettente responsabilità educativa che si pone al servizio dell’intero Paese.
Uomini e donne scelgono l’impegno pubblico come sintesi, in continuo divenire, di un impegno culturale che trova le sue radici e le sue motivazioni nell’amore alla verità, nella ricerca e nella costruzione del bene comune.

Un amore esigente che, in tempo di crisi, non si ferma alla pur necessaria azione assistenziale e chiede alle persone, alle famiglie, alla comunità di giocare le proprie risorse, di osare anch’esse qualcosa nella costruzione del futuro.
In questa prospettiva la Chiesa italiana con gli "Orientamenti pastorali" sull’educare, con l’agenda delle Settimane Sociali, cammina nel territorio e nel Paese con la consapevolezza che la responsabilità quotidiana, pensata e condivisa, rimane la strada maestra su cui passa la speranza.
In questa visione il territorio torna ad essere coltivatore di futuro non solo per sè stesso con la sua capacità di leggere e interpretare i segni dei tempi, con la sua saggezza che non confonde la sicurezza con la chiusura, la fierezza con l’orgoglio, la prudenza con la paura.

Essere come "una primizia", come l’annuncio vivo e visibile di una speranza che non delude e che usa anche lo strumento della politica per rendersi concreta: ecco il compito di un laicato cattolico che sta prendendo una visibilità che nulla ha a che fare con lo spettacolo mediatico.
Si pone in continuità con l’esperienza antica di una presenza e di una lungimiranza in mezzo alla gente condividendo le fatiche, le attese, le scelte e i pensieri. Una straordinaria stagione in cui nacque e si sviluppò una "palestra" di formazione per le nuove generazioni.
Molto è cambiato ma il dato essenziale, cioè l’essere dentro la storia e la vita della gente con un messaggio educativo, rimane di grande attualità.

Furono, in anni più recenti, le scuole di formazione all’impegno sociale e politico a raccogliere l’eredità ma oggi la loro esperienza ha bisogno di diventare "laboratorio", luogo dove i saperi si misurano con la fatica di vivere, con il linguaggio proprio della politica.
È tempo di parole e di azioni nuove, certamente non ingenue o retoriche, per dire che l’impegno politico è una frontiera dove vive la speranza e dove i laici cattolici intendono essere. Forse è solo un sogno ma in alcune realtà questo sta già avvenendo.
Credere nella speranza mentre tutto sembra andare contro la speranza. Anche in politica.

Quell’albeggiare annunciato dagli amministratori locali con le radici in Ac è un messaggio da non trascurare, è un percorso da indicare alle giovani generazioni come strada non interrotta per giungere a mete alte.
Anche la Chiesa di Nola si sta interrogando e la Commissione diocesana per i Problemi sociali e il lavoro ha in mente di organizzare una Scuola di Formazione sociale e politica.
(Fonte foto: Rete Internet)

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