Una gara, bandita il 5 agosto e aggiudicata il 26 ( così leggo nel bando), per allestire un chiosco che venderà fiori e lumini davanti al cimitero. I requisiti per partecipare alla gara. Il proposito di scrivere un romanzo sulla storia della città dal 1980 ad oggi.
Una premessa importante: alla base degli articoli che da oggi io scrivo su Ottaviano non c’è l’intento né di combinare “giocolerie” – poi vi dirò l’origine del termine – né di contribuire al dibattito politico ottajanese, che vedo vivace come non mai, costruttivo, alimentato da un gran numero di giornali a stampa e online, da manifesti, dai partiti e dai proclami su “fb”: insomma, la città è una vitale officina di idee, di parole e di opere. Il fatto è che avevo pensato di scrivere un libro sulla storia di Ottaviano dal 1980 a oggi, ma poi mi sono convinto che è meglio scrivere un romanzo. Un romanzo mi sembra uno strumento più adatto per raccontare gli ultimi 35 anni della nostra prodigiosa città. Dunque sto raccogliendo documenti, e gli articoli mi servono per sistemarli, e soprattutto per mettere a punto i toni e i timbri della prosa, e il ritmo dello stile. Non è cosa facile: in questi 35 anni si alternano ininterrottamente, e spesso “convivono”, figure comiche, di una comicità quasi sempre involontaria, “attori” brillanti, personaggi e momenti drammatici, donne e uomini di vivido ingegno e di tormentata interiorità.
Oggi parliamo di un bando di gara che tocca temi “letterari”: il culto dei morti, i fiori, i lumini. In data 5 agosto il responsabile tecnico dell’Ufficio Tecnico del Consorzio Cimitero Ottaviano- San Giuseppe firma un bando di gara “per la concessione in uso di suolo per installazione chiosco di vendita al dettaglio di fiori, piante, lumini, ecc. nell’area antistante l’ingresso del nuovissimo cimitero consortile di Ottaviano”. L’importo a base d’asta in aumento è di annui euro 2940, la durata della concessione è di “9 anni, rinnovabili”, “non è ammesso il subappalto”, il termine ultimo per la presentazione delle offerte è il 19 agosto 2015 (capi 6, 7, 8, 10 del bando). Con l’atto n. 1403 del 6 agosto il responsabile tecnico pubblica un “errata corrige”: il termine ultimo per la presentazione delle offerte è non più il giorno 19, ma il giorno 21 agosto 2015. Se ho capito bene, il chiosco verrà “allestito” in uno spazio già delimitato da un marciapiede e da una fila di giovani piante.
L’uomo della strada potrebbe pensare che certe gare convenga bandirle e “giocarle” nei mesi di vita quotidiana ordinaria, e non nel vuoto di agosto, soprattutto se le gare prevedono la possibilità di creare qualche posto di lavoro. Quel che pensa l’uomo della strada a me non interessa. Per ora. Certamente cercherò di sapere se il Consorzio ha pubblicato il testo e l’”errata corrige” solo sul suo “ sito”, o ne ha dato notizia anche attraverso altri mezzi e modi di comunicazione.
E veniamo all’aspetto per me più interessante. Al capo 18 del bando di gara leggo che “saranno ammessi coloro che possiedono un’esperienza professionale nel campo dell’esercizio dell’attività di vendita di fiori e piante come previsto dal disciplinare di gara.”. In attesa di leggere il disciplinare, dico che chi ha preparato il bando ha pensato, giustamente, alle ragioni della professionalità consolidata: i ragazzi e le ragazze che, spinti dal bisogno, un giorno decidono di mettersi a vendere mazzi di fiori per strada vanno bene nei romanzi, nei quadri, nelle canzoni e nei film, non davanti al cimitero nuovissimo di Ottaviano. Però si tratta di un chiosco, non di un vivaio: di un chiosco che vende fiori soprattutto per i defunti, fiori che il gestore del chiosco può comprare già preparati in fasci e mazzetti, già legati e imbustati. Io avrei ammesso alla gara, accanto ai venditori professionisti, anche chi conosce la simbologia dei fiori e delle piante: anzi, mi sembra che questa sia una competenza fondamentale per chi vuole vendere fiori e piante destinati a ornare i sepolcri, a ingentilire il culto dei morti. E tra i requisiti per la partecipazione alla gara avrei previsto anche una specifica competenza per i lumini, che sono un “oggetto” più complicato dei fiori, per la varietà delle sostanze che fanno la cera, e per il gran numero di forme in cui la cera può essere lavorata. Se il lumino serve a dire che la fiamma dell’amore e del ricordo è sempre viva, la purezza della cera e la forma del lumino assumono un intenso significato simbolico. Infine,la cultura dell’innovazione dice che spesso proprio chi esercita un mestiere per la prima volta riesce a esprimere più liberamente la sua creatività.
Io avrei ammesso, io avrei previsto: così ragiona un aspirante romanziere di provincia. Amministrare è tutta un’altra cosa: me lo dicono di continuo, ma purtroppo sono un ascoltatore lento e distratto. Chiedo perdono. In ogni caso, è mia intenzione raccontare lo svolgimento di questa gara: potrei trovarvi preziose indicazioni sulla vitalità del sistema sociale della nostra città. Sono certo che hanno gareggiato in molti : gloriosa e antica è la tradizione, vesuviana e ottajanese, dei coltivatori e dei venditori di fiori.
Quest’articolo era già pronto da giorni: ma ho pensato che fosse più corretto pubblicarlo dopo l’apertura delle buste: il mio interesse, ripeto, è solo letterario. Per le stesse ragioni, diciamo così, letterarie ho chiesto con una epistola del 24 agosto ( n.prot. 0014042) copie degli atti con cui l’Autorità di bacino del Sarno ( si chiama così?) deliberò e eseguì tra il 2008 e il 2009 lo sradicamento delle piante che separavano le due corsie di via Cesare Augusto. Bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare, e non confondere le carte e le responsabilità. Ho chiesto poi notizie sull’orientamento degli uffici comunali intorno alla questione dei rimborsi di spesa per quegli amministratori che, raggiunti da avvisi di garanzia per reati commessi in quanto amministratori e costretti a difendersi nei modi previsti dalla legge, vengono poi incondizionatamente e totalmente prosciolti dalle accuse per cui erano stati “avvisati”. Ho chiesto, infine, qual è la via da seguire per “ottenere precise informazioni sui modi e sulla misura dell’intervento” che ha consentito di cambiare, lungo le strade, “molti supporti metallici (vulgo: pali) della pubblica illuminazione” – ed era necessario, ormai -, e anche di installare pali in strade e in luoghi in cui la pubblica illuminazione era assente, o scarsa. Ma di questo secondo, lodevole provvedimento non parlo nella mia lettera: protocollerò una integrazione.
Il tema della pubblica illuminazione mi riporta alla parola “giocoleria”: ma il “pezzo” è già troppo lungo, e non voglio “bruciare” un argomento sfizioso per un altro articolo.

Stamattina davanti all’ingresso del cimitero nuovissimo c’è un chiosco, coperto da tendone a strisce gialle, bianche e blu: vi ho visto ordinatamente esposti al pubblico fiori, piante e lumini. E’ una concessione “giornaliera” ? Se sì, come si ottiene? a chi si presenta domanda? E’ rinnovabile?E qual è il costo ? Stamattina ho presentato, all’ufficio protocollo del Consorzio, formale richiesta di informazioni sullo svolgimento della gara e sul numero di concorrenti. Stamattina leggo, per caso, su “fb” l’incipit di un attacco a Donna Giovanna Salvati. Non vado oltre, perché dall’incipit immagino il resto. Ma il nome dell’attaccante non mi è nuovo…
Egregio Prof. Cimmino,
Siamo in un Paese (Ottaviano appunto) che ha trasformato la politica in una lizza tra lacchè capassiani e gufi anticapasso nella quale al massimo, una tantum, assistiamo a qualche confronto ragionevole tra cittadini degli opposti schieramenti.
E del resto gli stessi amministratori hanno la responsabilità di aver creato questo clima da “tifo da stadio”, facendo passare chi osanna per “giusto” e chi critica per “gufo”.
Stamane nel suo pregevole articolo ci parla di una gara organizzata dal Consorzio Cimiteriale per la concessione di un chiosco per la vendita di piante e lumini. Procedimento curato da un dirigente che è anche dipendente del Comune di Ottaviano e lavora in ufficio del Comune di Ottaviano.
La gara bandita il 5 AGOSTO prevedeva come termine ultimo di presentazione delle domande prima il 19 agosto, poi il 21 dello stesso mese. Altro che lungaggini burocratiche. La parola d’ordine è celerità.
Probabilmente il dipendente che ha curato la gara sarà stato un pò distratto in questi anni. Forse avrebbe dovuto sapere qual è il pensiero dell’Amministrazione sulle gare di appalto. Il credo che spinge chi ci governa alla trasparenza e alla legalità.
Scriverò una lettera al dirigente in questione. Per ora è giusto che i cittadini ottavianesi sappiano qual è il credo della nostra Amministrazione sulle gare d’appalto e sui bandi in generale.
Queste le parole del Sindaco Capasso nel consiglio comunale di appena un anno fa, 28 luglio 2014. Si parlava del bando per la costituzione della short list degli avvocati.
“Ricordo che qualche Amministrazione addirittura le gare le faceva al mese di agosto, ci sono gli atti, anche per il Difensore Civico, forse perché qualcuno doveva andare al mare e quindi era meglio farlo durante.
Invece noi lo abbiamo fatto partire dal 1° settembre per essere più trasparenti, più legali, più onesti, più democratici e lo facciamo partire dal 1° al 20 settembre”.
E per fugare ogni dubbio, in quella data sposai pienamente la seconda parte di queste parole del sindaco Capasso. Giusto non fare gare ad agosto. Giusto per mille ragioni. Giusto per la legalità, l’onestà, la trasparenza come sottolineò il nostro primo cittadino.
La gara si è conclusa. Le buste aperte due giorni fa. Non so ancora chi ha vinto. E la cosa, oggi, passa in secondo piano.
Ma spero che anche il Primo Cittadino scriva al dirigente e al Consorzio per chiedere le dovute spiegazioni. Per capire l’urgenza di fare una gara ad agosto.
E per ricordare, infine, che non fare gare ad agosto dovrebbe essere un principio generale che vale per tutti, Consorzio compreso.
Cordiali Saluti,
Emanuele Ragosta
Bene professore, decantano tanto la trasparenza, ma ci spiegate perché concedere un suolo per vendere fiori e lumini se esistono già altri esercizi simili proprio difronte al cimitero ?, peraltro occupando una zona adibita a parcheggio ??
Per non parlare poi della delibera di G.C. n. 100 dello scorso 6 agosto (CONDONO EDILIZIO 47/85 e succ.), spero Prof. che sull’argomento Le piacerà scrivere qualcosa, visto che dopo 30 anni richiedono i documenti !!
Certo che scriverò. Aspetto di sapere ufficialmente quante offerte sono state presentate, e da chi, e qual è l’offerta vincitrice. Chiederò lunedì informazioni sui chioschi “giornalieri”: l’argomento è fascinoso. Ma ancor più fascinoso è il tema del condono edilizio.