Somma Vesuviana, autorizzazione negata all’Accademia di Tradizioni Etnostoriche per un evento da inserire nel «Maggio dei Monumenti».

Pubblichiamo di seguito l’appello del presidente dell’Accademia, Biagio Esposito, il quale si rivolge ad autorità e responsabili della relativa «burocrazia» affinché si superino gli ostacoli che impedirebbero, il 20 e il 21 maggio, un evento ideato insieme agli storici promotori della Festa della Tammorra. Esposito e l’Accademia Vesuviana sono reduci dal successo della serata «A’ voce d’a ggente» nella cornice della chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, che la diocesi ha affidato all’Accademia, restituita alla città e a Rione Trieste.

Ecco il testo:

 

«Caro Direttore, l’Accademia Vesuviana di Tradizioni Etnostoriche che da anni è impegnata sul territorio nella rivalutazione dei Beni culturali e delle tradizioni popolari in ambito nazionale ed internazionale, dopo la prima iniziativa inserita nel progetto di interscambio socio – culturale – formativo Italia -Russia – Brasile “‘A voce d”a gente”, tenutasi il 12 maggio nell’ex Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli , ha organizzato per il Maggio dei Monumenti, nei giorni 20 e 21 maggio, insieme agli storici promotori della festa della tammorra (Pino Jove), come momento di originalità e tradizioni popolari summane, un omaggio alla delegazione degli architetti, ingegneri, agronomi, psicologi stranieri, ospiti per il progetto Paesaggio – Ambiente – Architettura – Beni culturali «VIVI LA CITTA CHE GUARDA AL FUTURO», guardando alla rivalutazione di quelle aree e di quei quartieri abbandonati a se stessi e al degrado, rivalutandoli e riportandoli al loro antico splendore per una vivibilità umana e sociale, dando così ai giovani un segnale di rinnovamento e di aggregazione. Si apprende con rammarico che, per motivi tutt’altro che culturali, vi sono difficoltà e impedimenti alla concessione di una normale autorizzazione amministrativa “dovuta” per svolgere tale manifestazione. Ci rivolgiamo alla sensibilità delle attuali autorità in carica e dei vari dirigenti affinché si annullino gli ostacoli degli odi e delle non appartenenze, ma trionfi l’Amore e la Luce del far vivere una tradizione che può far rinascere e aggregare un quartiere e un popolo».

Il presidente Biagio esposito

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