È stato raggiunto da diversi colpi di fucile mentre si trovava nella stalla accanto alla propria abitazione, intento a nutrire gli animali. È morto così Francesco Di Martino, 65enne pluripregiudicato di Pimonte, indicato tra i fondatori del clan Afeltra-Di Martino. L’agguato si è verificato intorno a mezzogiorno in via Gesinella, dove sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia.
All’arrivo dei militari, per il sessantacinquenne non c’era più nulla da fare. Il suo corpo è stato trovato all’interno della struttura utilizzata per il ricovero degli animali. Sul luogo dell’omicidio è arrivato anche il pubblico ministero di turno della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che segue gli accertamenti insieme agli investigatori dell’Arma.
Le indagini sono concentrate sulla ricostruzione dell’assalto e sull’identificazione dei responsabili. Restano da chiarire il numero delle persone entrate in azione, le modalità con cui hanno raggiunto la stalla e il percorso seguito per allontanarsi dopo gli spari. Gli elementi raccolti durante i rilievi dovranno contribuire a definire la sequenza dell’agguato.
L’omicidio arriva a circa due mesi di distanza da quello di Raffaele Afeltra, cugino della vittima, anche lui assassinato a Pimonte con un fucile. I due erano considerati tra i fondatori del gruppo criminale che riuniva i rispettivi cognomi. La vicinanza temporale dei delitti e l’impiego dello stesso tipo di arma rappresentano elementi da approfondire, senza che sia al momento possibile indicare un collegamento accertato.
Nel passato giudiziario di Di Martino figura un arresto risalente a quattro anni prima per ricettazione e detenzione illegale di armi e munizioni. Durante una perquisizione nell’abitazione e nelle sue pertinenze, i carabinieri avevano scoperto una pistola Sphinx calibro .380, risultata rubata, insieme a 32 cartucce dello stesso calibro e altre quattro calibro 9.
Ora l’attenzione degli inquirenti si concentra sul contesto in cui è maturato il delitto. Movente, eventuali mandanti e responsabilità dell’azione armata restano oggetto degli accertamenti coordinati dalla Dda partenopea, impegnata a ricostruire quanto accaduto nella stalla.
