Nelle ultime ore sembra di stare vivendo un déjà-vu: le università della Campania, tra cui la Federico II, il Suor Orsola Benincasa, la Vanvitelli, la Parthenope e l’Orientale, si trovano a fare i conti con una situazione sempre più difficile che le ha portate a disporre la didattica a distanza per garantire lo svolgimento delle lezioni.
Il motivo riguarda principalmente l’esaurimento delle risorse indispensabili per garantire la regolarità dei trasporti pubblici, con ripercussioni che coinvolgono direttamente migliaia di studenti e lavoratori.
L’EAV, infatti ha comunicato che nei prossimi giorni fino a nuove disposizioni, numerose linee sono state sospese, compresi i trasporti effettuati da D’Agostino Tour S.r.l. rendendo difficile raggiungere Napoli e i Paesi Vesuviani.
In molti atenei, la didattica a distanza proseguirà fino al 26 ottobre, salvo ulteriori criticità, in altri invece c’è la cosiddetta “modalità mista” che permette agli studenti che hanno la possibilità, di raggiungere ugualmente l’università.
Una misura che restituisce la dimensione di un disagio che, ora dopo ora, sembra allargarsi sempre di più.
Nel frattempo, molti studenti si sono uniti alle agitazioni collettive, manifestando solidarietà soprattutto agli agricoltori e ai camionisti, categorie che si trovano al centro della protesta. Anche alcuni cittadini e ristoratori hanno deciso di far sentire la propria vicinanza, arrivando persino a portare cibo ai camionisti fermi in autostrada.
E mentre sulle principali arterie che conducono al Sud si registrano lunghe code, in diversi comuni della Campania cresce la preoccupazione per la disponibilità di carburante e generi alimentari.
Nella giornata di ieri, 20 ottobre, già alle 18:00, benzina e diesel risultavano esauriti in alcuni punti di rifornimento e sui social si leggono sempre più spesso richieste di informazioni riguardanti le pompe di benzina ancora disponibili.
Una situazione che, almeno per il momento, rischia di protrarsi fino all’arrivo di nuove forniture.
Intanto, si moltiplicano le persone in fila per fare il pieno, mentre prodotti essenziali come pasta, verdure, latte e farina diventano sempre più difficili da reperire in alcuni supermercati.
E così, tra università che ricorrono alla DAD, trasporti in difficoltà, distributori a secco e scaffali che rischiano di svuotarsi, cresce la sensazione di trovarsi davanti a uno scenario già visto, ma non per questo meno preoccupante.
