Ahmed Reza, 30 anni, dal Bangladesh all’Ospedale del Mare: quattro giorni di agonia e il silenzio intorno a un incidente mai denunciato
Venerdì sera, 16 ottobre, all’Ospedale del Mare di Napoli si è spento Ahmed Reza. Aveva 30 anni, era arrivato dal Bangladesh e lavorava regolarmente per un consorzio agricolo a San Gennaro Vesuviano. Viveva in una struttura di accoglienza del Craf, lo stesso paese dove, quattro giorni prima, qualcosa era andato terribilmente storto.
Il 12 ottobre, mentre era al lavoro, sarebbe stato urtato da un muletto in manovra. L’impatto lo avrebbe fatto precipitare da un’altezza considerevole. Trasportato in ospedale in condizioni gravissime — non è ancora chiaro da chi — Ahmed ha resistito quattro giorni. Solo dopo la sua morte i medici dell’Ospedale del Mare hanno avvisato i carabinieri. Fino a quel momento, nessuna forza dell’ordine sapeva nulla di quell’incidente.

La Procura ha ordinato il sequestro della salma per l’autopsia e del muletto. Le indagini sono ora nelle mani dei carabinieri di San Gennaro Vesuviano, del Nucleo Ispettorato del Lavoro e dell’Asl. Si cerca di capire non solo come sia successo, ma soprattutto perché nessuno abbia parlato prima.
La storia di Ahmed Reza non è isolata. Dall’inizio del 2026 in Campania si contano quasi 70 morti sul lavoro. Un numero che continua a crescere, spesso nel silenzio.
