Nola, salta numero legale in Consiglio su nuova giunta: opposizione attacca maggioranza

NOLA. «Hanno trovato i numeri per restare al governo della città, ma non il coraggio di restare in aula ad ascoltare chi avrebbe raccontato ai cittadini come e perché è nata questa nuova maggioranza».

È la denuncia dei consiglieri comunali di opposizione al termine della seduta in cui è stata ufficializzata la nuova Giunta, frutto dei nuovi equilibri politici seguiti al ribaltone delle scorse settimane.La riunione avrebbe dovuto offrire l’occasione per discutere pubblicamente le ragioni e le conseguenze del cambiamento che ha ridisegnato la maggioranza. Secondo l’opposizione, invece, la seduta si è conclusa con il venir meno del numero legale, impedendo ai consiglieri di intervenire e replicare.«Avremmo voluto ricordare alla città che dieci consiglieri comunali, determinanti per l’elezione dell’attuale sindaco, hanno abbandonato la maggioranza denunciando una gestione monocratica e familistica del Comune», affermano.

I consiglieri contestano inoltre la scelta del primo cittadino di costruire una nuova alleanza con una parte di coloro che fino a ieri sedevano all’opposizione, anziché prendere atto, a loro giudizio, del fallimento del progetto politico presentato agli elettori.Nel loro intervento sollevano anche interrogativi sull’ingresso in Giunta di persone che, secondo quanto dichiarato, avevano presentato esposti alla Procura per presunti abusi edilizi attribuiti al sindaco. «Quali chiarimenti sono intervenuti? Quali ragioni politiche hanno determinato un cambiamento tanto radicale? Sono domande legittime, alle quali non si può rispondere abbandonando l’aula», sostengono.

L’opposizione sottolinea che oggi i consiglieri a sostegno del sindaco sarebbero pari a quelli contrari all’amministrazione e contesta il mutamento della squadra rispetto a quella scelta dagli elettori. «I dieci consiglieri che hanno contribuito alla sua elezione, ai quali oggi si è aggiunto anche l’undicesimo, non erano un taxi da utilizzare per raggiungere la poltrona e poi abbandonare una volta arrivati a destinazione», dichiarano.I consiglieri annunciano che continueranno a esercitare il proprio ruolo e a riferire ai cittadini quanto accaduto.

«Si può trovare un accordo per conservare il potere. Non si può pretendere che quell’accordo venga sottratto al giudizio dei cittadini».