POMIGLIANO D’ARCO – Tensione durante l’ultima seduta del Consiglio comunale di Pomigliano d’Arco. A denunciare quanto accaduto è Rinascita, che interviene dopo l’allontanamento dall’aula di un cittadino presente tra il pubblico e impegnato in una protesta legata alla vicenda FLiP.
Secondo quanto riferito dal gruppo politico, l’uomo stava manifestando pacificamente e in silenzio indossando una maglietta con la scritta «Appropriazione indebita di Dossier». Nel corso della seduta sarebbe stato invitato a lasciare l’aula con l’intervento della Polizia Municipale.Rinascita contesta le modalità dell’episodio e punta l’attenzione anche su quanto, secondo il gruppo, sarebbe documentato da un video.
«Come documentato dal video, il suo allontanamento è avvenuto con modalità che riteniamo inaccettabili e con l’intervento della Polizia Municipale», si legge nella nota. Il gruppo riferisce inoltre che un consigliere di maggioranza avrebbe rivolto al cittadino espressioni offensive, tra cui la frase «faccia di merda». Una ricostruzione sulla quale Rinascita chiede che venga fatta chiarezza.
Nella stessa seduta, secondo la nota, i tre consiglieri di opposizione sarebbero stati richiamati mentre chiedevano l’adozione di provvedimenti in relazione alle presunte offese. «Non è questo il modo in cui dovrebbe svolgersi il confronto all’interno di un’istituzione democratica. Un Consiglio Comunale dovrebbe essere, prima di tutto, il luogo del confronto, della rappresentanza e del rispetto delle diverse posizioni politiche e civiche. Il dissenso, anche quando è radicale, non può essere trattato come un problema da rimuovere», afferma Rinascita.
Il giudizio politico espresso dal gruppo è netto: «Quanto accaduto rappresenta, a nostro avviso, un grave segnale politico e istituzionale e una preoccupante compressione degli spazi di agibilità democratica». Rinascita chiede quindi chiarimenti sull’intera vicenda e l’eventuale adozione dei provvedimenti ritenuti necessari nel rispetto delle responsabilità dei soggetti coinvolti.
«Pomigliano d’Arco merita istituzioni capaci di ascoltare anche le voci critiche, non di allontanarle. Per questo chiediamo che venga fatta piena chiarezza su quanto accaduto e che, nel rispetto dei ruoli e delle responsabilità di ciascuno, siano adottati tutti i provvedimenti necessari». La nota si conclude con un messaggio che sintetizza la posizione del gruppo: «Il dissenso non è un disturbo. È parte della democrazia».
