Non solo musica, spettacolo e tradizione popolare. Il San Gennarello Festival 2026 ha dedicato il suo appuntamento conclusivo del calendario culturale alla storia e alla memoria della devozione a San Gennaro.
Si è svolto giovedì 24 settembre, alle ore 19.30, nella chiesa parrocchiale di San Gennarello, l’incontro dal titolo “Alle origini del culto di San Gennaro”, una serata dedicata alla conoscenza della figura del Santo attraverso la storia, la cultura e la memoria di una devozione che da secoli attraversa il territorio campano.
La scelta della data ha assunto un significato particolare: l’iniziativa si è svolta infatti nel 271° anniversario dell’istituzione della parrocchia, avvenuta nel 1755, rappresentando il momento conclusivo del percorso culturale proposto dal festival.
Ad aprire i lavori è stata la professoressa Rosa Carillo Ambrosio, docente e collaboratrice di quotidiani e riviste. La relazione centrale è stata affidata alla professoressa Teresa Piscitelli, già ordinario di Letteratura Cristiana Antica all’Università degli Studi di Napoli Federico II, che ha accompagnato il pubblico in un percorso dedicato alle origini del culto e alla costruzione della memoria di San Gennaro.
A portare il saluto è stato don Raffaele Rianna, parroco della parrocchia di San Gennarello.
L’incontro ha rappresentato un momento di riflessione al termine di giorni nei quali la festa ha saputo mettere insieme fede, cultura, identità e tradizione. Accanto agli appuntamenti più spettacolari, il festival ha così dato spazio alla conoscenza e alla memoria, sottolineando come una festa patronale non viva soltanto dei suoi momenti di celebrazione, ma anche della storia che una comunità custodisce e tramanda.
Con questo appuntamento, San Gennarello ha concluso il percorso culturale del festival tornando simbolicamente al punto di partenza: alle origini del legame tra San Gennaro e la comunità, un legame che continua a rinnovarsi attraverso la fede, la memoria e la tradizione.
