Storia e itinerari di un cammino spirituale che ha unito le terre di Somma e la frazione di Maddaloni, Montedecoro, nel segno di un’unica, instancabile missione evangelica.
La storia di padre Carlo Carafa, il Preposito Generale della Congregazione dei Pii Operai, è legata profondamente alla Terra di Somma per aver comprato il 16 gennaio del 1623 lo loco con case chiamato S. Maria a Castello con molti territori contigui a detta chiesa dalla famiglia Di Mauro, ma il suo cammino spirituale non si fermò sul Monte Somma. Dopo gli anni trascorsi nella solitudine della masseria di Santa Maria a Castello, il religioso guardò verso un altro luogo, allora appartato e rurale, destinato a diventare uno dei centri più significativi della sua opera: Montedecoro, oggi frazione di Maddaloni nel casertano. A Somma, Carafa aveva cercato il silenzio, la preghiera e il contatto con la gente semplice. Aveva trasformato quel luogo solitario in uno spazio di accoglienza per i contadini, ai quali non mancava di offrire legna, pane, vino e frutta. La sua esperienza sommese al cospetto della Vergine di Castello rappresentò dunque una tappa importante della sua vita religiosa e missionaria, ma la sua attenzione fu presto attirata da una nuova realtà. Il fondatore dei Pii Operai, infatti, si fermò a Somma fino al 1629. Il Vescovo di Caserta, mons. Giuseppe della Corgna (1596 – 1678), domenicano, gli fece dono di una cappella dove era venerata, sin dal 1626, un’immagine votiva di una Madonna con il Bambino e due santi. Padre Carafa, constatando che il sito di Maddaloni fosse più confacente ai propri fini, vendette subito quello di Somma e, con il ricavato, acquistò il terreno necessario per edificare un nuovo complesso attorno a quella venerata cappella. La scelta di Carafa, oltretutto, di vendere la struttura sommese era dovuta anche al fatto che per mantenerla vi bisognava spesa non ordinaria, oltre il peso insopportabile del censo, come riportato da Padre Pietro Gisolfo (+ 1683) nella sua opera del 1667 dal titolo Vita del P.D. Carlo Carafa.
Al centro della vicenda, comunque, c’è un’immagine della Madonna, legata a una storia che ancora oggi conserva il fascino della memoria popolare. Le fonti relative alla fondazione della chiesa raccontano che proprio nel 1626, in quel territorio casertano – all’epoca parte della provincia di Terra di Lavoro – fu rinvenuta una cappella sotterranea nella quale era custodita un’immagine votiva della Vergine Maria. Fu proprio attorno a quella presenza mariana che avrebbe preso forma il progetto di padre Carlo Carafa. Non si trattava, quindi, semplicemente di costruire una nuova chiesa. Per Carafa si trattava di riconoscere e custodire un luogo già percepito fortemente dalla devozione locale come particolare. L’immagine della Madonna, ritrovata in quella cappella nascosta, divenne il cuore spirituale della nuova fondazione. A Somma, Carafa aveva scelto un luogo di solitudine per vivere la propria vocazione; a Montedecoro trovò invece una devozione mariana, attorno alla quale poter costruire una nuova comunità religiosa. Con la costruzione della nuova chiesa, l’antica immagine votiva acquistò un significato ancora più grande. Quella che era stata ritrovata in una cappella sotterranea divenne il punto di riferimento della nuova comunità. La presenza di Maria divenne così il filo che univa la spiritualità personale di Carafa alla fede della popolazione. Oggi la chiesa di Santa Maria di Montedecoro è un santuario: il riconoscimento ufficiale risale al 26 novembre 1996, quando fu elevata dal vescovo di Caserta mons. Raffaele Nogaro (1933 – 2026). La festa liturgica principale si celebra l’8 settembre, giorno della Natività della Beata Vergine Maria: uno degli appuntamenti religiosi e popolari più sentiti della comunità locale.
Il quadro raffigura Maria – la Panaghia Galaktotrophousa, colei che nutre con il latte – al centro con il Bambino Gesù tra le braccia, incoronata dagli angeli e con la Trinità in alto, Dio Padre e la Colomba dello Spirito Santo. Ai lati, ai piedi della Vergine, si vedono chiaramente le due figure dei santi: in basso a sinistra vi è un santo spesso identificato con San Paolo Apostolo o San Giovanni, patrono della comunità; mentre, in basso a destra, è raffiguratoun santo di ordine religioso/monastico in saio scuro, riconducibile alla tradizione di San Francesco o Sant’Antonio, figura legata alla fondazione del convento dei Pii Operai da parte di Carlo Carafa. È proprio questa l’immagine devozionale storica che la comunità di Montedecoro e i fedeli di Maddaloni festeggiano e portano nel cuore durante le celebrazioni religiose.


