Clan nasconde 3 milioni sotto il pavimento, 34 arresti

Una vasta operazione anticamorra ha colpito il clan Angelino, gruppo ritenuto dagli investigatori attivo tra Caivano e Casoria. Il blitz, scattato all’alba di oggi, 21 settembre, ha portato all’esecuzione di 34 misure cautelari: 23 persone sono finite in carcere e 11 agli arresti domiciliari.

L’ordinanza è stata emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. A eseguire i provvedimenti sono stati i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna insieme alle Sezioni Operative delle Compagnie di Caivano e Casoria.

Le contestazioni formulate, a vario titolo, riguardano l’associazione armata di tipo camorristico, l’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, le estorsioni, la detenzione di droga finalizzata allo spaccio e altri reati per i quali viene contestata anche l’aggravante del metodo mafioso.

L’INCHIESTA SUL CLAN ANGELINO

Al centro dell’attività investigativa c’è la presunta riorganizzazione del clan Angelino, storicamente radicato nell’area di Caivano e con interessi criminali estesi anche verso Casoria.

Secondo l’impostazione accusatoria, il gruppo avrebbe mantenuto una struttura organizzata e armata, capace di esercitare il proprio controllo attraverso diversi settori illeciti. Una parte importante dell’indagine riguarda il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti, mentre un altro filone è concentrato sulle presunte richieste estorsive rivolte ad attività economiche e imprenditori.

Nelle carte dell’inchiesta viene ricostruito anche il ruolo che gli investigatori attribuiscono a diversi esponenti del gruppo. Tra i nomi indicati figurano Raffaele Zambella e Roberto Alfio Maugeri, mentre sul fronte delle presunte attività estorsive compaiono anche Giuseppe Tammaro e Mario Marzaiuolo.

Si tratta, in ogni caso, di una ricostruzione formulata dagli inquirenti nella fase delle indagini preliminari e che dovrà essere sottoposta alle successive verifiche giudiziarie.

I 23 DESTINATARI DEL CARCERE

La custodia cautelare in carcere riguarda Roberto Alfio Maugeri, 34 anni; Giuseppe Tammaro, 32 anni; Mario Marzaiuolo, 50 anni; Gianfranco Bervicato, 33 anni; Amilcare Cervo, 38 anni; Gennaro Laurino, 39 anni; Gianluca Napoleone, 33 anni; Silverio Di Giorgio, 33 anni; Pasquale Palmieri, 22 anni; Vincenzo De Rosa, 25 anni; Pasquale Avallone, 49 anni; Emanuele Angelo Maugeri, 30 anni; Raffaele Zambella, 45 anni; Luigi Chiavazzo, 40 anni; Mario D’Ambrosio, 30 anni; Biagio D’Angelo, 33 anni; Pietro D’Angelo, 24 anni; Arturo D’Angelo, 21 anni; Luciano Nico D’Angelo, 23 anni; Salvatore D’Angelo, 28 anni; Domenico D’Antò, 21 anni; Aniello Giugliano, 34 anni; Pasquale Varriale, 47 anni.

GLI 11 AI DOMICILIARI

Gli arresti domiciliari sono stati invece disposti per Angelo Tanzillo, 48 anni; Alfonso Giordano, 32 anni; Giuseppe Caiazzo, 38 anni; Federico Termano, 21 anni; Domenico Buonocore, 23 anni; Roberto Montebello, 38 anni; Francesco Pezzella, 41 anni; Mauro Viziola, 42 anni; Giosuè Amendola, 48 anni; Giovanni Manzo, 29 anni; Alessandro Cardinale, 40 anni.

GLI ALTRI NOMI CHE COMPAIONO NELL’INCHIESTA

Il perimetro investigativo è più ampio rispetto alle sole persone raggiunte dalle misure cautelari. Tra gli altri nomi che compaiono nell’inchiesta figurano Sergio Manfra, 38 anni; Tonia Vitagliano, 32 anni; Gennaro Febbraio, 40 anni; Abdel Habdul Ham, 27 anni; Geremia Iavarone, 30 anni; Michele Marzano, 21 anni; Gianni Natale, 32 anni; Gianluca Pianelli, 48 anni; Salvatore Sentore, 44 anni; Antonio Serrao, 34 anni; Carmela Maugeri, 41 anni.

Nell’elenco compare anche Filomena Di Costanzo, indicata come deceduta.

IL DENARO TROVATO DURANTE LE PERQUISIZIONI

Uno degli elementi emersi durante le operazioni riguarda il rinvenimento di un’ingente quantità di denaro contante. Nel corso delle perquisizioni i Carabinieri hanno scoperto circa tre milioni di euro nascosti sotto il pavimento di un’abitazione.

Il denaro, suddiviso in numerose mazzette di banconote, è stato recuperato dai militari e sottoposto a sequestro. Gli accertamenti dovranno ora chiarirne provenienza e disponibilità.

L’operazione rappresenta un nuovo capitolo dell’attività investigativa contro la criminalità organizzata nell’area nord di Napoli. Per tutte le persone coinvolte resta fermo il principio di presunzione di innocenza: le contestazioni formulate dagli inquirenti dovranno essere vagliate nel corso del procedimento giudiziario.