Il Maradona ospita l’Ajax, e il Napoli fa trovare due sfogliatelle nel primo quarto d’ora. Prima Lozano insacca con una palommella di testa, servito magicamente da Zielinski, e poi raddoppia Raspadori. Fatemelo dire, lo stop e il gol di potenza mi hanno ricordato i gol di Higuain. Gli azzurri sono in possesso della partita, sebbene gli olandesi non se ne stiano con le mani in mano. E infatti l’Ajax accorcia con Klaassen, quando gli azzurri si assopiscono. Ma nonostante gli inciampi, nonostante qualche incertezza sporadica che potrebbe costare caro, questo Napoli è catechizzato, va per la sua strada, e riprende quella giusta. Il terzo gol lo segna Kvara su rigore. Chiede al compagno Osimhen di tirare, e il compagno gli concede la gioia, e non posso che apprezzare come i compagni lo difendano sul dischetto dalle interferenze degli avversari. In una partita oramai chiusa, c’è ancora il tempo per qualche incertezza, e il gol su rigore di Bergwijn. Ma manca qualcosa, manca il gol di chi da quando è entrato lo ha cercato. Osimhen è voglioso di riprendersi il posto, è voglioso di tornare al gol. Sradica letteralmente il pallone dai piedi olandesi, segna, esulta come un pazzo, si toglie maschera e maglia. Non vorrei vedere delle ammonizioni regalate così, ma voglio vedere questa voglia di esserci. Finisce 4-2 e sono 10 all’Ajax in 2 partite.
Il Napoli è qualificato dopo 4 vittorie convincenti nel girone. Avrebbe potuto vincere 4 – 0 senza subire gol, era nelle sue possibilità, non lo ha fatto, e pesano dei brevi blackout. Ma ora i perfezionismi non ci interessano, pensiamo a goderci queste prodezze.



