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Somma Vesuviana, la processione della Madonna della Neve per le vie del borgo antico Casamale

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Il 5 agosto si celebra la solennità liturgica della Dedicazione della Basilica di Santa Maria Maggiore, ufficializzata nel martirologio romano da Papa Pio V nel 1568 in sostituzione dell’antico culto, non comprovato, di Santa Maria della Neve. Somma Vesuviana commemora la festa dell’Insigne Collegiata, cui fu attribuito il titolo di Santa Maria Maggiore da Clemente VIII nel 1599.

 

Alle ore 19:00 solenne messa  nella Chiesa Collegiata presieduta da Padre Giuseppe D’Agostino e poi, a partire dalle ore 20:00, dopo la rievocazione della nevicata del 5 agosto del 352 a Roma, si terrà la processione laica della Madonna della Neve, per l’antico quartiere murato, organizzata dalla Confraternita omonima.

Le prime notizie storiche certe sulla processione consacrata alla Madonna della Neve ci vengono esibite in un atto del 1766 conservato nell’Archivio storico della Collegiata. Il documento testimonia che la Vergine della Neve veniva onorata, addirittura, con ben 12 processioni in un anno. La conferma ci viene, altresì, convalidata dallo storico e studioso Francesco Migliaccio che, nelle sue inedite Notizie di Somma Vesuviana dal 1501 al 1886, Tomo II, scriveva che essendo in detta Collegiata eretta la Congregazione laicale sotto il titolo di S. Maria della Neve, si fa dai Canonici e Confrati(elli) in ogni in seconda domenica del mese la processione della suddetta Beata Vergine, nel circuito del (…) quartiere murato e nella seconda domenica di agosto la processione per la Città, giusta le regole di detta Confraternita roborate di Regio Assenso.

 Nelle seconde domeniche di ogni mese la processione, molto breve nel percorso, non doveva eccedere i soliti termini stabiliti e seguiva un determinato itinerario: uscita dalla Chiesa, «calando per la strada de’ Formosi, girando per quella detta le Botteghe, quindi, l’angolo del Palazzo di Don Orazio Maione, risalendo verso la Chiesa fino alla piazza detta il Casamale», per poi ritornare definitivamente in Chiesa. Il Capitolo in occasione pretendeva che il Priore del sodalizio gli presentasse mensilmente un memoriale, in cui facesse richiesta dell’esposizione della statua in Chiesa e l’associazione per il quartiere. La congrega, per detta associazione, era dovuta a dare a ciascun Capitolare o Canonico una torcia di mezza libbra, che, al termine del rituale, veniva restituita all’associazione.

La processione della seconda domenica di agosto, invece, era quella che oggi i confratelli comunemente onorano il 5 agosto di ogni quattro anni. La novità, infatti, che risalta maggiormente nei documenti dell’epoca, è legata al fatto che la solennità della Collegiata, attestata già nel 1756, veniva celebrata la seconda domenica di agosto e non il 5 agosto come stabilito dal calendario romano. La grande processione, così denominata successivamente nei documenti del 1766, si teneva in pompa magna per tutta la città. I  fratelli dovevano disporsi in fila davanti alla Madonna e davanti al Capitolo. Il Superiore del sodalizio,  inoltre, doveva chiedere un permesso al Capitolo per fare l’apparatura in Chiesa.

Nel 1975, in tempi moderni,  a richiesta di alcuni devoti, la Confraternita della Neve, dopo alcuni decenni di inattività, fu ricostituita. A sollecitare l’intenzione fu, soprattutto, Don Armando Giuliano, parroco di San Pietro, che nel frattempo era stato nominato anche guida spirituale del sodalizio. La pia associazione venne ricostituita grazie al forte e deciso interessamento di alcuni devoti, che superando notevoli contrasti, riuscirono nel loro intento, a raccogliere tante adesioni. I confratelli, per far fronte alle spese del restauro della rovinata statua lignea della Madonna della Neve, si attivarono immediatamente con una raccolta di fondi nelle domeniche e nei giorni festivi, che si concluse con la disponibilità di una somma finale di cinque milioni di lire. Il laboratorio artigianale della ditta Serpone di Napoli si occupò della realizzazione dei nuovi ricami e del ripristino di alcune parti logore della statua. Il 4 settembre 1977 la Confraternita, d’intesa con il Parroco e Padre Spirituale Don Franco Marinelli dell’Ordine della Santissima Trinità, presentò la nuova statua restaurata con una solenne processione in città. Quella del 1977 fu l’ultima processione della Vergine in città. Oggi il corteo ha cadenza quadriennale in concomitanza con la festa delle lucerne.

Il momento religioso si dipana, ancora oggi, lungo un articolato itinerario all’interno del quartiere: si dirige prima verso via Piccioli, da via Piccioli il corteo torna indietro e si dirige a sud verso via Castello per toccare la seconda porta. Sempre ritornando sui propri passi e non potendo procedere per via Giudecca, che ha l’asso viario addobbato, ripassa per la piazza Collegiata e scendendo per via Botteghe si dirige verso porta Terra. Da qui risale, seguendo via Michele Troianiello e arriva alla porta dei Formosi. Torna indietro, stavolta, seguendo via Nuova con arrivo finale in Chiesa. Una tipica processione del quartiere Casamale delle quattro porte: un momento magico da vivere intensamente.

(FONTE FOTO: RANIERI)