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Somma Vesuviana, il saggio di Masulli sulla Confraternita di Santa Maria della Neve

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Con padre Giuseppe D’Agostino (padre spirituale della Confraternita), l’archeologo Antonio De Simone e il professore Gennaro Mirolla, nel convegno moderato da Fiore Di Palma (segretario della Confraternita), ci sarà giovedì alla Collegiata, per presentare il saggio di Alessandro Masulli, responsabile dell’archivio storico cittadino, anche Monsignore Francesco Marino, Vescovo di Nola. Il volume ha la prefazione a firma proprio di Sua Eccellenza Marino, i saluti del priore Giuseppe Cerciello e una introduzione in cui lo stesso Masulli attesta che le Confraternite sono ben al di là da aver fatto il loro tempo, anzi. «Sono, ancora oggi – spiega l’autore – l’espressione di una realtà e di una forza nella schiera del laicato cattolico attivo».

Alessandro Masulli

Si preoccupavano di fornire la dote a giovani donne povere affinché trovassero marito, assicuravano cure agli ammalati, pregavano per accompagnare oltre la morte i fratelli: le Confraternite sono le più antiche espressioni di associazionismo laicale e il territorio vesuviano è pieno di testimonianze della loro forte presenza, in particolar modo a Somma Vesuviana. Ed ecco che dopo un certosino lavoro, giovedì prossimo alle 19 – nella Collegiata del borgo Casamale – si presenterà al pubblico il saggio di Alessandro Masulli, responsabile dell’archivio storico cittadino, il quale si è soffermato in particolar modo sulla Confraternita di Santa Maria della Neve. Masulli si è immerso tra documenti d’epoca ingialliti che testimoniano di sante visite pastorali, rogiti notarili, ha spulciato archivi pubblici e parrocchiali, confrontando ogni frammento di storia locale con la storiografia nazionale e internazionale. Quest’anno si celebra il 256esimo anniversario dalla fondazione del sodalizio intitolato a Santa Maria della Neve che nacque nel 1762, nella Collegiata, per opere di pietà e di culto. Interrotta per pochi decenni, fu ricostituita nel 1975 e ancora oggi svolge attività caritatevoli con promozioni di borse di studio a vantaggio dei più poveri, collaborando alle iniziative della comunità missionaria di Villaregia con adozioni a distanza, partecipando alla processione della Madonna della Neve e alla suggestiva processione del Cristo Morto che il venerdì santo vede gli incappucciati sfilare in corteo per le vie della città.

Il saggio di Masulli, edito da «l’arca e l’arco» di Antonio e Vincenzo Notaro, ha la prefazione di Monsignor Francesco Marino, vescovo di Nola che sarà a Somma Vesuviana giovedì nel convegno di presentazione moderato da Fiore Di Palma, attuale segretario della Confraternita. Interverranno, inoltre, l’archeologo Antonio De Simone e il professore Gennaro Mirolla dell’Università di Salerno.  Dalle ricerche di Masulli vien fuori un quadro chiaro dell’incidenza che le Confraternite hanno avuto sulla società e quella dedicata alla Vergine della Neve, particolarmente attiva agli inizi del ‘900, è sempre stata composta da cittadini di diverso ceto sociale, preparando «moralmente e spiritualmente» i suoi iscritti, assistendo poveri ed infermi come tutta la popolazione in tempi di particolare difficoltà. Si occupava anche del suffragio dei confratelli defunti e della loro sepoltura: nel vicolo delle Campane, sotto il poderoso abside della Collegiata, vi era la «terra santa» adibita a cimitero, accanto una piccola cappella divenuta poi sede ufficiale della congregazione. Negli anni ‘70 la Confraternita fu ricostituita e ancora oggi svolge la sua attività di culto: celebrando ogni trimestre una Santa Messa in suffragio di tutti i fratelli defunti, partecipando alla processione del Cristo Morto su invito dell’Arciconfraternita del Pio Laical Monte della Morte e della Pietà e, il 5 agosto di ogni anno, organizzando una Santa Messa con panegirico in memoria della Vergine della Neve in concomitanza, ogni quattro anni, con La Festa delle Lucerne. Già, la Festa delle Lucerne, che è prevista anche quest’estate e che nelle sue edizioni più moderne è pregna di fantasia popolare, con figure geometriche illuminate, le zucche che ricordano la Halloween d’oltreoceano in una magica atmosfera che la rende unica in Campania e oltre.  Ma nonostante le ricerche certosine di Masulli, nemmeno lui come tanti altri storici prima, è riuscito a risalire con certezza alle sue origini se non con ipotesi. «Nella busta 6594 dei fascicoli delle corporazioni religiose dell’Archivio di Stato di Napoli – spiega Masulli – si fa riferimento alla spesa di cinquanta grana in per carta e olio da lumi per la “festa delle lucernelle”». Era il 1757. Il libro di Masulli è stato stampato in soli cinquecento esemplari. I primi 99 contengono una stampa d’arte di Santa Maria della Neve.

Il volume, interessante anche agli occhi di un profano per la semplicità e l’accuratezza dei testi, parte dalle origini delle Confraternite, dedicando poi ampio spazio a Somma Vesuviana e riportando stralci di documenti storici fino alla moderna storia delle congregazioni nella città dal borgo murato. Con una chiosa gustosa sulla origine, come detto, della Festa delle Lucerne, per poi concludere con un corposo elenco di tutte le confraternite della Diocesi di Nola.

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