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Somma Vesuviana, il presidente Nicola D’Avino sulle Lucerne 2018: «Soddisfatti, facciamo ammenda per gli errori».

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  1. A distanza di diversi giorni dalla Festa delle Lucerne, sul web sfilano ancora immagini e commenti sull’incanto e la suggestione, immagini accompagnate da commenti positivi e, come sempre accade, anche negativi. Premesso che la Festa delle Lucerne brilla di luce propria e che da sempre ha portato e porta migliaia di visitatori sul borgo antico Casamale, allestito e attrezzato con le strutture geometriche grazie alla fatica dei giovani dell’associazione Feste delle Lucerne (allestimento che abbiamo ampiamente documentato sulla pagina facebook del nostro giornale), quest’anno la festa è stata anticipata da un interessante percorso culturale, musicale, artistico. Non solo. Il Comune ha ottenuto un finanziamento regionale di oltre 25mila euro, proprio per la Festa, ed ha predisposto un piano sicurezza secondo la normativa in vigore. Il sistema dei ticket ha sicuramente permesso di rendere maggiormente fruibile il percorso e di evitare la ressa lungo i vicoli che ha sempre destato preoccupazione. Cosa ancora più importante, l’ordinanza di divieto di vendita abusiva, entro il perimetro del borgo. Bene, anzi benissimo. Solo che, nonostante la presenza delle forze dell’ordine e i diversi verbali effettuati, la vendita sottobanco c’è stata.  In maniera ridotta, ma c’è stata. Paradossalmente chi doveva vendere perché autorizzato, invece, non ha venduto. Di questa e di altre criticità parliamo con il presidente Nicola D’Avino, come faremo anche con il sindaco Di Sarno.

Presidente, soddisfatti di questa edizione 2018?

«Per noi questa è stata una festa delle lucerne sperimentale e, anche se c’è tanto ancora da migliorare, ci possiamo ritenere soddisfatti.  Siamo consapevoli di alcuni errori e di questo chiediamo scusa ai residenti del nostro borgo, agli imprenditori che hanno sempre investito e creduto nella festa delle lucerne, ai tanti visitatori che ci hanno onorato con la loro presenza».

Tra gli errori, soprattutto la prima sera, non possiamo non pensare alla viabilità…

«Sì, venerdì sera sono state chiuse tutte le strade, circumvallazione compresa in concomitanza con la chiusura della 268. E questo ovviamente ha creato notevoli disagi, io stesso, così come il sindaco, ho ricevuto numerose segnalazioni, tant’è che la sera dopo è stato rivisto e modificato il piano traffico».

Altra criticità è stata la dislocazione di alcuni noti ristoratori, legalmente autorizzati e già esercenti, in piazza. Troppo lontani dal borgo, non crede?

«Sì, pensavamo di valorizzarli, nell’area accoglienza adibita per l’occasione. Invece ci siamo resi conto dell’errore: meglio sarebbe stato un luogo più vicino al borgo. Chiedo scusa ai nostri amici imprenditori, facciamo ammenda».

 Hanno il dente avvelenato anche molti residenti di via Colonnello Aliperta per lo Street- food: troppo vicino alle case, troppi rumori fino all’alba…

«Sì, ma non abbiamo altri spazi. L’intento era quello, e lo sarà sempre, di non trasformare la festa in una sagra. Miglioreremo anche questo aspetto e cercheremo, insieme al Comune, di individuare un’area più idonea».

Veniamo ai divieti, qualcuno ha contestato il fatto che al giardino dell’Arci la vendita c’è stata. Conferma?

«Nessuna vendita, dopo il disguido della prima sera, abbiamo fatto entrare solo i tesserati, con due persone che controllavano all’ingresso. Chi è entrato ha lasciato un contributo e abbiamo avuto pure dei controlli. Nel giardino Arci abbiamo accolto gli operatori Rai, l’amministrazione, le autorità, alcuni amici. Nessun altro».

Al borgo, tanti politici. Forse troppi. Qualcuno ha parlato di «passerelle».

«Ben venga anche la passerella purché dal 6 agosto si vedano poi i fatti. Il borgo ha bisogno di una riqualificazione e di una ristrutturazione radicale, così come la festa deve essere patrimonio dell’Unesco. Se da qui a quattro anni questi politici non riusciranno a far nulla di tutto ciò, possono anche evitare di tornare per la prossima edizione. Nel caso, di sicuro non saranno invitati da noi. Siamo piuttosto orientati a far accendere le Lucerne a grandi artisti, a letterati, a chiunque ci aiuti concretamente e ridia dignità all’evento e allo stesso borgo, a questa festa che attira 40mila visitatori in tre giorni. C’è ancora da lavorare, da migliorare. Noi ci siamo e ci saremo. Colgo l’occasione per ringraziare tutti quelli che hanno contribuito alla riuscita della festa. Un ringraziamento speciale va a voi de ilmediano che avete documentato con professionalità tutti gli step della Festa delle Lucerne».