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Somma Vesuviana, gli “angeli delle lucerne”: il backstage

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Mancano ormai poche ore all’accensione della prima lucerna di questa edizione Festa delle Lucerne 2018 e il Borgo Antico Casamale è pronto ad aprire le sue porte alle migliaia di visitatori che ogni quattro anni, come tradizione vuole, sono in trepidante attesa per una delle feste più suggestive della Campania. Tra poche ore inizia la festa per i visitatori e, nello stesso tempo,  finisce quella  per gli organizzatori.  Il backstage della festa è un lunghissimo percorso di organizzazione fatto di riunioni, di incontri, di richieste, di permessi, di documentazioni, di disposizioni.

Sullo sfondo c’è una comunità  attiva e fiera delle proprie origini e  tradizioni. “Dietro” la festa ci sono i giovani, le donne, i bambini, gli anziani. Nella cabina di regia c’è il giovane presidente dell’omonima associazione Festa delle Lucerne, Nicola D’Avino, coadiuvato dall’Arci, dal suo inseparabile amico Antonio Maiello, dalla sua famiglia e da tutti i suoi amici,  suoi coetanei e non solo. La determinazione, la passione, la voglia incontenibile di dare il lustro che merita alla cittadella murata: è essenzialmente questo quello che accomuna tutti i giovani che lavorano per la Festa delle Lucerne.  Riqualificare il Borgo, valorizzare tutte le tradizioni religiose e non, ridare dignità al quartiere: è questa la spinta che li rende impavidi, instancabili, tolleranti  a tutto e a tutti. Sono operai,impiegati,  studenti, professionisti, insegnanti, ingegneri, tecnici. Ma soprattutto sono amici da sempre e fin da piccoli hanno “respirato” la festa osservando i loro padri, alcuni dei quali oggi non ci sono più. Sono amici che non hanno problemi a sporcarsi le mani, a spezzarsi la schiena, a lavorare sotto il sole d’agosto e alla luce della luna o delle stelle, a notte fonda.  Per tanti di loro è un rito: si svegliano all’alba per recarsi sul Monte Taburno a raccogliere le felci per poi sostare nel cortile della scuola di via Ferrante D’aragona, dove le intrecciano: c’è  chi taglia e tende il fil di ferro e chi dà loro la forma voluta. Una vera e propria catena di montaggio! Bisogna intrecciare felci di diversi metri a seconda della lunghezza dei vicoli. A mogli, madri, sorelle, fidanzate, il compito di fare festoni e bandierine, di realizzare i simpatici fantocci. E il Casamale diventa così un gigantesco laboratorio dove risuonano le risate, l’allegria. Sì, perché l’originalità sta nell’affrontare le fatiche, enormi, con  l’allegria. Un orecchio attento può sentire il suono delle  emozioni che sovrastano il rumore dei martelli, dei trapani, delle cucitrici. Dai portoni  escono le  donne con il caffè:  la mitica Ninuccia offre acqua fresca e caffè ai ragazzi, si ferma a parlare con loro e la parola d’ordine è: “pe cient’ann“! I più anziani, seduti all’ombra fuori dai vicoli, osservano grati ed emozionati i giovani e, sicuramente, la loro mente vola verso tempi lontani. Il presente è ricco di novità e di belle e nuove iniziative, tutte figlie di questi giovani dalla mente flessibile e creativa. Magia ed emozioni avvolgono il borgo, un’atmosfera indescrivibile che solo chi segue da vicino ed è presente può cogliere. Mentre scriviamo e documentiamo ogni aspetto delle Lucerne 2018, in tutti i portoni e i vicoli si spazza, si lucida, si abbellisce , si innaffia. Molti giovani papà mancano dalle loro case da giorni e i i figli, piccoli, cercano la loro mano perché vogliono capire. Anche questo è uno dei miracoli della festa: una nuova generazione si prepara e si lascia affascinare dalla magica atmosfera della festa. Ora bisogna solo posizionare le ultime lucerne sulle strutture, controllare che ci sia abbastanza olio. Per i giovani, stremati ma soddisfatti, non resta che aspettare di accendere tutte le migliaia di fiammelle e  poi andar via. Per loro la festa finisce qui. Inizia il tempo per i visitatori, il tempo della contemplazione. Della bellezza, ne potrà godere chi arriverà al borgo. Il tempo della luce.