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Sant’Anastasia, stamane flashmob in piazza Arco per dire «Stop al cancro».

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Sant’Anastasia non è terra dei fuochi, non sulla carta. Eppure tanti giovani continuano ad ammalarsi e morire. Dinanzi a una serie lunghissima di brevi vite spezzate, gli amministratori delle pagine Facebook «Sant’Anastasia Oggi» e «Tele Anastasia», Ciro Colombrino e Mimmo Iossa, hanno deciso – coinvolgendo tantissimi cittadini – di organizzare per questa mattina – domenica 8 aprile – un maxi evento in piazza Madonna dell’Arco. Per fare «massa critica», per chiedere bonifiche immediate dei siti cittadini, per invocare una mappatura che confermi ufficialmente quello che – ufficiosamente – tutti dicono o sanno. Loro hanno intenzione di cominciare dalla richiesta di bonifica dei siti cancerosi, in primis – così scrivono sulle loro pagine – dalla ex Fag, area da tempo dismessa e proprietà di privati. Ma è solo l’inizio, appunto, perché nel territorio anastasiano – come del resto si può dire per buona parte dei comuni dell’hinterland napoletano – andrebbero bonificate, o quanto meno scandagliate, parecchie aree da monte a valle. Che la coscienza civica si sia improvvisamente destata – e si spera non soltanto quella – è evidente dall’attivismo seguito alle morti di alcuni giovani concittadini. Oggi, domenica 8 aprile, infatti, nel pomeriggio saranno in molti a rispondere all’appello lanciato dal giornalista e scrittore Francesco De Rosa che alle 17, nell’auditorium del convento francescano di Sant’Antonio ha dato appuntamento a chiunque voglia partecipare alla costituzione di un «Comitato Civico per la tutela della salute pubblica a Sant’Anastasia». Quanto all’amministrazione comunale, anche sulla pagina facebook del sindaco, Lello Abete, è comparso un post che fa ben capire come ci sia nell’aria preoccupazione e angoscia: «L’amministrazione comunale si è da sempre impegnata nella tutela dell’ambiente e della salute dei propri cittadini. Abbiamo posto in essere, in ogni momento e per ciò che attiene alle nostre competenze, azioni mirate alla tutela ambientale e del nostro territorio. Nei prossimi giorni organizzeremo una conferenza informativa molto interessante con esperti oncologi e di ecologia sui fattori di rischio e per comprendere meglio la situazione».

Rifiuti tossici occultati in un non troppo lontano passato, coperture in amianto, fattori di rischio latenti o palesi. La Campania e non certo solo Sant’Anastasia è puntellata da metaforiche «mine» pronte a brillare. Si ammalano e muoiono bambini, ragazzi, giovani e meno giovani. Oggi più di un tempo. Ben vengano quindi le manifestazioni, i flashmob, le manifestazioni, i comitati. Ben venga il coinvolgimento di medici, professionisti, istituzioni, forze dell’ordine, semplici cittadini. Il male ha un nome preciso: cancro. Che ha tante cause e non guarda in faccia nessuno quando «decide» di aggredire. Ci sono altri due mali; uno si si chiama «indifferenza», l’altro si chiama «superficialità». Perché per lottare contro un nemico così subdolo occorre non solo essere uniti e fare rumore, ma anche essere informati, fare unica massa – critica appunto – unico corpo. L’iniziativa dei due blogger anastasiani, Colombrino e Iossa, non ha precedenti in città e parte dalla indignazione del web, dall’angoscia di chi ha dovuto salutare troppo presto un familiare, un amico, magari solo un conoscente. O magari di chi quell’angoscia l’ha provata sulla propria stessa pelle. Si tratta di una cosa importante, che avrà sicuramente seguito. Magari con report dettagliati, con denunce e comunicazioni mirate. Ma occorre anche altro, coinvolgere i cittadini come gli amministratori delle due pagine social più seguite in città hanno fatto e faranno è fondamentale, però occorre la presenza concreta di chi può agire compiendo concretamente – e finalmente – le azioni che la «massa critica» chiede. Detto chiaro, occorrono le istituzioni, occorre la scienza, occorre lo Stato. E occorre responsabilità. L’appuntamento di oggi pomeriggio nell’auditorium di Sant’Antonio mira soprattutto a questo. «Ciascuno deve esserci come può, secondo le proprie professioni – spiega Francesco De Rosa – il medico, il giornalista, il politico, le istituzioni, le forze dell’ordine, le parrocchie, le famiglie, le scuole, psicologi, imprenditori, senza protagonismi». Sono entrambi appuntamenti importanti, quelli di oggi. Al mattino in piazza Arco ci sarà forse chi riesce a parlare e fare appello più alla «pancia», al cuore, alle coscienze della città. Al pomeriggio, provando a costituire il comitato per la tutela della salute pubblica, si riuscirà magari anche ad avviare un motore che finora nella comunità sembra in panne: quello della sinergia, del lavoro all’unisono, della squadra che unisca i Palazzi e le Piazze. «Individuazione e bonifica dei siti inquinati – spiega De Rosa illustrando gli obiettivi dell’iniziativa – ma anche screening e un osservatorio sui nostri stili di vita sbagliati, dall’abuso delle auto in città (ndr, l’intento è coinvolgere l’Arpac per monitorare i livelli di Pm10) agli incendi sulla montagna, alla sottrazione del verde pubblico e a tanti altri fattori». L’importante è essere operativi, insieme, per non dover piangere altri giovani. Tra flashmob e iniziative di stampo civico che coinvolgeranno anche le istituzioni e che hanno incassato le adesioni di oncologi di fama come Franco Ionna che già a Sant’Anastasia ci è stato per altre iniziative, arriva la promessa dell’amministrazione comunale. «Oggi ci saranno due momenti importanti in città – commenta il sindaco Lello Abete – il primo in piazza Arco, un flashmob nato in maniera spontanea e che servirà sicuramente a sensibilizzare ulteriormente i cittadini, il secondo – su iniziativa di Francesco De Rosa nel pomeriggio – che spero sia di proficuo accompagnamento alle iniziative che stiamo mettendo in campo. Quanto a noi, all’amministrazione comunale, stiamo organizzando insieme all’Asl, alla Regione e all’Arpac, un convegno informativo con la presenza di esponenti delle istituzioni e oncologi di fama, per informare la cittadinanza sulla prevenzione e sullo stato dei fattori di rischio in città. Lo faremo dati alla mano e con coscienza, sulla base dei fatti. Un problema c’è, esiste, non solo a Sant’Anastasia ma in tutta la Campania, noi ci saremo per illustrare quanto faremo e quanto già abbiamo messo in campo».