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Sant’Anastasia, l’ex sindaco Esposito: «Sarò candidato alle comunali del 2019»

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Carmine Esposito

Da qualche giorno, su un manifesto che annunciava una manifestazione pubblica nel circolo di via Verdi dove Esposito è solito tenere le sue riunioni, si leggeva: «Verso le elezioni amministrative». I simboli a corredo sono quelli già noti: «Alleanza per Sant’Anastasia», «Arcobaleno» e «I Cittadini prima di Tutto». Che l’ex sindaco, pur con una condanna a un anno e due mesi (per tentata concussione per induzione, pena condizionalmente sospesa) sia candidabile ed eleggibile era già noto e del resto, siccome la sentenza risale a ottobre 2017, nella primavera del prossimo anno questo non conterebbe ai meri fini della candidatura. Tra l’altro gli avvocati di Esposito hanno proposto appello alla sentenza già a gennaio 2018. Certo è quantomeno singolare che si annunci la propria candidatura alla carica di sindaco quasi un anno prima delle elezioni ma, tant’è, era nell’aria da molto tempo. In pratica fin dal giorno stesso della sentenza, quando pur essendosi sempre professato innocente, Esposito brindò anche apprendendo della (mite) condanna, sapendosi candidabile.  

Il suo intervento di ieri sera (martedì 10 luglio) nel circolo di via Verdi ha avuto come fulcro – racconta chi era presente (ma dovrebbe essere presto disponibile una ripresa video) – soprattutto l’annuncio, questo per lui pare inappellabile: sarà candidato sindaco. Evidentemente contro più competitor, ma soprattutto contro Lello Abete, attuale primo cittadino e a capo di un governo nato da una costola della stessa amministrazione Esposito. Quindi abbiamo chiesto, e non è la prima volta, all’ex primo cittadino nonché aspirante tale, come sarà una competizione elettorale «in famiglia». «La questione è politica, non familiare – ha risposto Esposito raggiunto al telefono poco dopo il convegno pubblico di ieri sera – si è consumato un tradimento ai danni di un programma politico e io contesto questo ad Abete».

Nel suo intervento di ieri – nel quale pare non abbia risparmiato (ma non è una sorpresa) strali ai danni di personaggi politici locali e funzionari comunali – Esposito ha messo in chiaro quali saranno i temi della sua campagna elettorale: una «rivoluzione» della macchina amministrativa, le questioni urbanistiche al primo posto, il Parco Nazionale del Vesuvio, il suo cavallo di battaglia per le misure mai arrivate a fronte dei vincoli della Zona Rossa istituita dalla legge regionale 21, il palazzo Nicola Amore che ancora si spera di riprendere dopo il contratto di comodato ventennale rescisso dall’amministrazione Abete, la questione dei finanziamenti sovracomunali. «Ho anche detto – aggiunge Esposito – che nessun dipendente comunale dovrà votare per me. So che non lo farebbero a prescindere, però è meglio metterlo bene in chiaro. Nessuno di loro, dopo, potrà dirsi mio elettore».

Ciro Pavone

Accanto ad Esposito, solo *Ciro Pavone – ex capostaff prima dell’ex sindaco e per un periodo più breve di Lello Abete – che ha a sua volta annunciato la candidatura in una delle liste che sosterranno Esposito e che sarà, come già in passato, coordinatore della campagna elettorale. «Mi sono soffermato, nel mio intervento – spiega Pavone – soprattutto sulla necessità di eleggere una classe dirigente che abbia peculiarità ben precise e capacità, non possono esserci consiglieri comunali che non dicono una parola in cinque anni di mandato, che non fanno una proposta, che non sono in grado di proferire un fiato in aula.  Io sono candidato fin d’ora e ho detto, rivolgendomi principalmente agli amici e alle persone che mi sostengono come pure ai familiari, che laddove si aspettassero io sia eletto consigliere soltanto per agire come tanti negli ultimi dieci anni, possono tranquillamente votare per tutti ma non per me. Non farò, da consigliere, piaceri personali a nessuno ma sarò impegnato anima e corpo per il territorio, per il paese, tentando di risolvere i problemi della collettività, a prescindere dalle appartenenze e dalle ideologie. Chi vuole aspiranti consiglieri che guardano gli interessi di pochi, che portano le buste della spesa a casa delle persone, che pagano bollette, che mettono mano alla tasca per contributi in cambio di voti, stia lontano. I cittadini devono avere la forza e il coraggio di dire no agli amici, di dire no ai parenti e votare le persone che ritengano potenzialmente in grado di risolvere i problemi del paese». Pavone si è poi soffermato sulle «commissioni e sugli osservatori» di recente istituzione in città. «Mi spiace che siano coinvolte anche persone alle quali mi legano rapporti familiari e amicali, ma la politica è una cosa seria e queste nomine a distanza di meno di un anno dalle elezioni hanno il chiaro intento di coinvolgerle anzitempo nel proprio progetto politico».

*Ciro Pavone è stato, fino a qualche settimana or sono, opinionista della rubrica L’Agguato di ilmediano.it, naturalmente il suo annunciato impegno diretto in una campagna elettorale, sia pure ancora da cominciare, è incompatibile con questo ruolo nell’appendice di una testata giornalistica che la campagna elettorale dovrà seguirla dando a tutti i competitor i medesimi spazi, anche con le dirette social nelle quali ci ha finora brillantemente accompagnato. Ringraziamo dunque Ciro per aver, prima ancora di dichiarare le sue intenzioni “elettorali”, manifestato con correttezza estrema il suo proposito di lasciare l’impegno finora preso con ilmediano.it. Naturalmente potrà tornarvi, se vorrà, da ospite. (ds)