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Sant’Anastasia. Aspettando “La Via della Bellezza”

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Sabato 19 settembre la seconda edizione dell’evento che si svolgerà tra piazza Trivio e via Garibaldi e coniugherà poesia, scultura, performance pittorica teatrale, acrobazie aeree e tango. A concludere la manifestazione, il concerto dei Musicamanovella.

Una mostra di parole ed immagini, ma anche musica, ballo e tanto altro, che offre preziosi spunti per la riflessione e la meditazione su un tema angusto ed attuale: la bellezza. Una manifestazione, patrocinata dal comune anastasiano e realizzata grazie al sostegno di diversi sponsor locali, che sembra andare controcorrente ai modelli superficiali ed effimeri sui quali si basa la società contemporanea e che invita la collettività ad aprire le porte ai vari tipi di bellezza che in questo evento sono racchiusi.

“La Via della Bellezza”: è questo il nome della kermesse organizzata dall’omonima associazione che fa capo a Emilio Donnarumma, in passato segretario generale del comune di Sant’Anastasia, e che si svolgerà il prossimo sabato 19 settembre presso il centro storico della cittadina vesuviana. Piazza Trivio (foto) e via Garibaldi diventeranno la cornice di eventi open air che inizieranno alle 17.30 con l’esposizione delle sculture di Roberto Cipollone e proseguiranno alle ore 18.30 con due giovani musicisti emergenti, Francesco Esposito e Vincenzo Ceriello, che faranno emozionare il pubblico con una cover di brani di Pino Daniele.

Alle 19.15 ci sarà la performance pittorica teatrale di Decio Carelli e intorno alle ore 20 Marianna Ruggiero e Vincenzo Di Battiti con la loro “Via del tango” prenderanno per mano il pubblico per portarlo lungo un percorso fatto di musica e passione. Alle 20.15 si darà spazio all’esibizione delle Aerial Dancers, giovane Compagnia di Danza Aerea Napoletana con le esibizioni delle acrobate Annalisa Esposito, Laura Serpico ed Alessia De Falco. L’evento si concluderà con “ilSupereroiTour2015” concerto della band lucana Musicamanovella.
Per l’occasione abbiamo rivolto qualche domanda proprio all’ideatore ed organizzatore dell’evento, Emilio Donnarumma.

Perché l’esigenza di creare un evento dedicato alla bellezza a trecentosessanta gradi?
«Alcuni anni fa ascoltavo un amico pittore, Michel Pochet, che parlava della bellezza quale bisogno primario dell’uomo e che in tal senso tutti nascono “artisti”, vivono di bellezza e possono contribuire a diffonderla e trasformare in meglio il proprio pezzetto di società. Ho sentito che anche io potevo essere un “operaio” della bellezza e che potevo contribuire a seminarla nella comunità in cui vivo. Dopo il primo evento abbiamo costituito l’associazione “La Via della Bellezza” sicuri che la prima bellezza dobbiamo costruirla tra di noi dialogando, perdendo le nostre idee, aprendo le nostre case».

Oggi c’è una certa abitudine al cattivo gusto ed alla volgarità: secondo lei la bellezza, intesa in senso universale, salverà davvero il mondo?
«Dicevamo che la bellezza è un bisogno primario, ma quale bellezza? Non una bellezza leccata, facile, kitsch. Quella si prostituisce nei supermercati per farti comprare. La bellezza usa e getta. Quella di cui si impadroniscono i rotocalchi e la televisione. Ma una bellezza forte, decisa, esigente. Una bellezza che devi cercare, riconoscere dietro le apparenze, ammansire, farti amica. Non sono in grado di dire se la Bellezza davvero salverà il mondo ma noto che se si presenta il bello si suscita l’adesione e si riscontra successo. Una bellezza, però, che non è mai disgiunta dalla solidarietà, dalla gentilezza, dall’amore. Un particolare “sogno” dell’associazione è quello di realizzare, in un futuro non troppo lontano, un Centro permanente, inteso come laboratorio, in particolare per i giovani: un punto di incontro dove imparare e sperimentare, con l’aiuto di artisti, la bellezza, la sensibilità, la gentilezza».

Che spunti di riflessione e meditazione si vogliono offrire al pubblico?
«Inviterei ciascuno a riscoprire l’artista che è in se e che in quanto tale può lavorare per proteggere, diffondere e seminare Bellezza, in particolare nei nostri territori, spesso segnati da forme di degrado ambientale, sociale e culturale. La Bellezza, d’altra parte, se non è intesa come fatto puramente estetico o oggetto di una fruizione consumistica, non può generarsi da sola: essa ha bisogno di persone che abbiano scoperto il senso più profondo della socialità come frutto del dialogo e della comunione e vogliano vivere coerentemente con questi principi. Tutto quello che l’associazione si pone di fare mira appunto ad introdurre nei rapporti umani, nelle attività quotidiane, nella vita civile esperienze di bellezza».

È proprio il caso di dirlo: non ci resta che ripartire dal bello.