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Pomigliano, il licenziato Fiat su Di Maio: “Molti operai lo hanno votato, io no: giudicheremo dai fatti”

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E’ stato dimesso in poche ore dai medici dell’ospedale civile di Nola, dove era stato ricoverato per essersi cosparso di benzina sotto la casa del ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, a Pomigliano. Un gesto disperato quello di Mimmo Mignano, 51 anni, moglie e una figlioletta, messo in atto subito dopo aver appreso che non potrà più rientrare in fabbrica perché la Cassazione ha dichiarato legittimo il suo licenziamento, voluto dalla Fiat nel 2014. Mignano, da operaio dello stabilimento automobilistica di Pomigliano, insieme ad altri quattro compagni del reparto logistico di Nola, inscenò il finto suicidio dell’ad Sergio Marchionne, con un fantoccio appeso a un patibolo, davanti al reparto logistico. Ne scaturì una querelle giudiziaria, terminata l’altro giorno con il verdetto definitivo della Cassazione, che ha stabilito la legittimità dei licenziamenti perché il diritto di manifestare non può ledere la dignità della persona umana, quella di Marchionne. Dopo la sentenza c’è stato quindi il gesto di Mimmo e il suo successivo ricovero in ospedale, mercoledi sera. Dove ha ricevuto la visita a sorpresa del ministro.

Si è sentito un po’spiazzato da questo gesto del ministro e che cosa le ha detto Di Maio ?

<< Spiazzato non più di tanto. Appena è arrivato nel pronto soccorso io dal lettino gli ho dato la mano e gli ho detto che non l’ho votato >>.

Perché ?

<< Perché per me era importante premettere questo. Lui nelle sue apparizioni elettorali a Pomigliano non si è mai degnato di venire in mezzo agli operai. Gli ho detto anche che gli operai non hanno una vera rappresentanza politica attualmente. Si, è vero, molti lavoratori della Fiat hanno votato per i cinque stelle ma ho fatto presente al ministro, nonché vicepremier, che gli operai lo giudicheranno sulla base delle promesse fatte proprio da lui. Gli ho anticipato con franchezza che la prima prova per lui è proprio la cassa integrazione alla Fiat di Pomigliano e al reparto logistico di Nola. E gli ho detto che con questa partita si può giocare molto del suo futuro politico. E lui ha annuito >>

Lei dunque ha chiaramente intenzione di continuare la sua attività sindacale. Ma in che senso Di Maio secondo lei si giocherà il futuro politico ?

<< In ospedale gli spiegato che se concederà la cassa integrazione alla Fiat, cioè altri finanziamenti pubblici, così come hanno fatto i governi precedenti, vale a dire senza che lo Stato e i cittadini vengano informati preventivamente e in modo dettagliato circa i nuovi investimenti, i tempi dei nuovi investimenti e le esatte ricadute occupazionali, allora vorrà dire che non è cambiato niente >>

Comunque pare che la settimana prossima sindacati e Fiat si incontreranno al Ministero dello Sviluppo Economico per chiudere questa faccenda, per dare il via a 15 mesi di cassa integrazione straordinaria…

<< Ma come si possono elargire finanziamenti pubblici a spese dei cittadini italiani in questo modo così superficiale >> ?

Si va bene, Mignano, però sembra che lei abbia proprio il dente avvelenato con la Fiat…

<< E’ molto bello andare al Balocco, mettersi una cravatta per poi sciogliersi il nodo dicendo che la Fiat è stata sanata. Sergio Marchionne deve essere consapevole del fatto che questo risanamento è il frutto della sofferenza di migliaia di operai utilizzati a piacimento sulle catene di montaggio e di volta in volta messi in cassa integrazione a spese di tutti noi >>                                                

Cosa farà nei prossimi giorni ?

<< Stiamo preparando con i compagni una grande assemblea nazionale a Pomigliano nell’ambito della quale inviteremo Di Maio. Quando ero al pronto soccorso ho anticipato questo al ministro. Gli chiederemo spiegazioni sulla cassa integrazione alla Fiat. Del resto lui in ospedale mi ha detto che è dalla parte degli operai… >>