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Pomigliano, coltellate nel centro per i rifugiati: un ferito. Gli abitanti fanno ricorso al Tar

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Una difficile convivenza tra giovani africani provenienti da paesi diversi si è consumata, al chiuso di una casa alloggio per richiedenti asilo, a colpi di botte e schiamazzi ed è poi culminata con un accoltellamento, la mattina di martedi 28 agosto. Ne ha fatto le spese un giovane rifugiato, che per fortuna ha riportato solo qualche taglio alle braccia. Il ragazzo è stato curato dagli infermieri e dai medici del 118, giunti tempestivamente in via Roma, pieno centro vecchio della città delle fabbriche, dove in un condominio di sei appartamenti ce n’è uno preso in affitto per 700 euro al mese da un’associazione “sportivo culturale” napoletana, l’Aics, che anche a Pomigliano gestisce un progetto per l’accoglienza dei rifugiati. Intanto i carabinieri hanno individuato e denunciato il responsabile del ferimento, un ragazzo, anche lui africano. E’ stato allontanato dalla casa alloggio ed ha perso lo status di richiedente asilo su disposizione del prefetto. Ma la storia non è finita. I proprietari degli appartamenti della palazzina al centro delle tensioni vogliono infatti far chiudere la casa di accoglienza “SPRAR”, acronimo del sistema nazionale di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Vogliono che quell’appartamento non venga più affittato a questo scopo. Per ottenerlo hanno fatto ricorso al Tar. L’obiettivo è di far annullare dal Tribunale amministrativo regionale la delibera del consiglio comunale, e tutti gli atti precedenti e conseguenti, con la quale sono stati ottenuti dal Comune i fondi del progetto per i richiedenti asilo. Nel ricorso è stato anche chiesto l’annullamento della determina del dirigente del settore affari sociali, del 4 maggio 2017, con la quale sono state approvate le risultanze delle operazioni di gara per l’individuazione del soggetto che avrebbe gestito il servizio, l’Aics appunto. Chiesto pure l’annullamento della convezione tra Comune e Aics. << Lo chiediamo – spiega Teresa Panico, uno dei ricorrenti – perché l’Aics avrebbe dovuto indicare nella domanda di partecipazione al bando comunale i documenti comprovanti l’effettiva entrata in possesso degli appartamenti. Ma l’indicazione delle strutture in cui sono poi stati accolti i rifugiati è stata modificata e comunicata solo dopo il loro arrivo >>. Gara d’appalto e ubicazione dei centri ma non solo. << Dopo il gravissimo episodio dell’accoltellamento – aggiunge Panico – c’è stata finalmente una sorveglianza da parte dell’Aics – ma prima ci siamo sentiti abbandonati e credo che gli stessi rifugiati fossero spaesati. Non c’è stato nessuno sforzo puntato a integrarli nel tessuto sociale in cui sono stati catapultati >>. Il 22 agosto i condomini di via Roma 193 hanno tenuto una riunione con Manuela Papaccio, la responsabile del progetto Aics a Pomigliano. << Quel giorno abbiamo segnalato – racconta Teresa Panico – schiamazzi notturni e diurni e litigi violenti, il mancato rispetto del conferimento dei rifiuti, il danneggiamento dei muri interni del palazzo >>. Ma Papaccio è indispettita . << Hanno fatto ricorso al Tar ? – replica l’operatrice sociale – Ma perché non fanno causa anche quando qualcuno ammazza la moglie ? Quando a commettere reati ben più gravi nella abitazioni sono gli italiani ? >>. A ogni modo con il voto favorevole del 31 ottobre il consiglio comunale di Pomigliano ha in qualche maniera voluto mostrare il suo volto aperto all’accoglienza. Però già in quell’occasione sono stati espressi dubbi sull’ iniziativa. La maggioranza di “centrodestra” del sindaco Raffaele Russo ha votato la variazione di bilancio che ha consentito all’Aics di gestire 360mila euro all’anno (fino a tutto il 2019 con un’opzione al 2022). Ma l’opposizione si è divisa. I quattro consiglieri del Pd hanno votato si alla variazione di bilancio, per motivi di principio, pur esprimendo dubbi circa «i dettagli poco chiari del progetto ». Il Movimento Cinque Stelle si è invece astenuto, proprio a causa dei contenuti del piano giudicato appunto « non chiaro ». Nel frattempo il gruppo di 26 richiedenti asilo è stato stata alloggiato in due appartamenti ubicati in via Roma e in uno di via Locatelli, zona residenziale e moderna. Qui si sono registrate tensioni ancor prima che giungessero gli extracomunitari. Gli abitanti di via Locatelli hanno infatti protestato per impedire l’arrivo degli africani. In loro sostegno sono venuti anche i neofascisti di Casapound. Ma alla fine è prevalso il buonsenso.