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Pennette rigate con pomodorini “ciliegini” e peperoncini verdi “friggitelli”: luce, “geometria”, sentimento della comunità.

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Crediamo che questo “piatto” possa degnamente rappresentare, a tavola, alcuni valori della nostra festa, e, in particolare, lo spirito di comunità. Le pennette rigate richiamano anche l’idea della geometria che svolge un ruolo fondamentale nell’evento, attraverso le forme e la struttura delle “luci”: è, questa presenza “geometrica”, il segno di un desiderio, che la fede e la ragione si incontrino e promuovano la felicità di tutti i cittadini.

 

Ingredienti (per 4 persone): 400 gr. di pennette rigate, 250 gr. di peperoncini verdi“friggitelli”, 250 gr. di pomodorini “ciliegini”, 100 gr. di provolone del Monaco grattugiato,10 foglioline di basilico.

Fate friggere i peperoncini, dopo averli puliti, nell’olio, in una padella larga, e al momento opportuno toglieteli, per sostituirli con i “ciliegini”, tagliati in due parti. Intanto metterete a cuocere le pennette nella pentola, e qualche momento prima che si raggiunga l’attimo della cottura al dente, portate via la pasta dalla pentola, versatela nella padella, riportate in loro compagnia i peperoncini, amalgamate il tutto con mano sicura, trasferite l’amalgama nella zuppiera, velatelo con il provolone del Monaco grattugiato, incoronatelo con le foglie di basilico.

Crediamo che questo “piatto” possa degnamente rappresentare, a tavola, alcuni valori della nostra festa, e, in particolare, lo spirito di comunità. Le pennette rigate richiamano anche l’idea della geometria che svolge un ruolo fondamentale nell’evento, attraverso le forme e la struttura delle “luci”: è, questa presenza “geometrica”, il segno di un desiderio, che la fede e la ragione si incontrino e promuovano la felicità di tutti i cittadini. La rigatura e la forma fanno delle pennette la pasta della riflessione attenta: esse conservano, nel piatto, la loro individualità, non diventano mai un groviglio, come gli spaghetti. La forchetta le cerca con metodo, il palato le assapora senza distrarsi. Peperoncini verdi “friggitelli” e pomodorini “ciliegini” ricordano il passato e il presente delle terre Vesuviane: i pomodorini sono la ricchezza dell’oggi, i peperoncini “friggitelli” ricordano i tempi gloriosi in cui i contadini di Somma, di Sant’ Anastasia e di Pollena li coltivavano negli orti e nelle masserie, e li vendevano nei mercati decantando il loro sapore e le loro virtù medicamentose, salutari per la funzione del fegato e del rene. Giova ricordare che la Madonna della Neve è anche patrona della nostra salute.

Il pomodorino è un principe della festa, il suo colore è luce e fiamma, il suo sapore esprime la vigorosa e succosa delicatezza della terra nostra, i suoi “piennoli” sono architetture disegnate dai valori della tenacia e della generosità, dal sentimento dell’identità, dal culto delle tradizioni che garantisce la vita e la fortuna della comunità. Il basilico è il segno della continuità: per rendere più facile e meno doloroso il parto le donne stringevano nelle mani foglie di basilico. Diceva Artusi che il profumo di questa pianta pare “luce”: è giusto, perciò, che il basilico incoroni il piatto.

(FONTE FOTO: RETE INTERNET)