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A Napoli teatrodanza per i bambini

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Nel laboratorio di Paola Carbone l’arte del movimento per i bambini tra gioco, poesia e danza

 

Paola Carbone, danzatrice e coreografa, da anni presenza attiva in città con laboratori e peformance, ha aperto per il secondo anno uno spazio di attività per i bambini e gli ha dato un nome rivelatore: Prime Azioni Poetiche. Le attività si svolgono al centro Working, gestito dall’associazione Manovalanza, con il supporto di Rossella De Rosa, trapezista, e Melissa Micillo danzatrice. Qui i bambini si muovono, imparano a muoversi, a sentire il ritmo, a lavorare in sincrono, come accade in tutte le scuole di danza. Eppure questo laboratorio è diverso. Alla fine non vedremo le loro abilità come normalmente avviene nei saggi di danza, classica o moderna e contemporanea. Perché il lavoro di Paola Carbone segue un’altra via. Non si tratta di imporre una tecnica, che diventa una forma calata sul corpo come un’armatura, una disciplina che può diventare claustrofobica come una prigione. Si tratta di ritrovare uno stato di grazia, l’esserci del corpo, che si muove nello spazio scenico con il suo spazio interiore.

Dice Paola Carbone: “Di certo il corpo è il maestro, l’albero legato alla terra, l’antenna connessa al cielo. A noi spetta fare il vuoto per ascoltare e farci attraversare”. Ma in pratica cosa fanno i bambini in questo laboratorio? I bambini giocano. Giocano con il movimento, lo spazio, le parole, i colori, le caramelle, il respiro, gli oggetti, che diventano prolungamenti di sé, le storie, che tessono insieme, che nascono dal movimento, interno ed esterno. Quest’anno i bambini impareranno ad essere una delle cose più belle che mi sia capitato di sentire negli ultimi tempi: Angeli Guerrieri. Cioè angeli, quelle figure eteree, dolci, luminose, esseri celesti che appartengono all’aria, immagine del bene e della protezione e che pure, spesso, portano una spada: spade fiammeggianti, spade per combattere il male, per fermare il nemico. Forza e dolcezza insieme.

“Gli angeli guerrieri”, spiega Paola “è un’ immagine che appartiene all’infanzia e che all’infanzia va restituita. Null’altro da fare che mettere in luce ciò che già c’è.” E aggiunge: “Il lavoro che preferisco, quello che voglio fare con questo gruppo deve essere piccolo, essenziale e potente.” Dove piccolo significa non eclatante, senza sovraesposizioni. Essenziale significa profondo. E potente significa poetico.

Nel corso della sua vita artistica Paola Carbone ha dato vita a molte diverse esperienze. Ad esempio il “Progetto Cortili”, dove un gruppo di danzatori e performer lavoravano per alcuni giorni in una casa insieme ai suoi abitanti per dar vita alla fine del percorso a una performance aperta al pubblico che si svolgeva all’interno della casa, in ogni stanza un’azione scenica. Oppure all’associazione Azzurro Solfato, vera e propria compagnia di teatrodanza, o a Essere Paesaggio,  attività a lungo condotta a Chiaradanza e a Porto Petraio, dove la danza e il movimento sono come un mandala, in cui ciascuno è parte di un disegno più ampio, che poi viene velocemente disperso, e ciò che resta è la relazione che si è creata, tra chi racconta e chi ascolta. Nel dicembre scorso ha realizzato, nell’ambito di Quartieri di vita, “Foresta d’amore”, un laboratorio di teatrodanza in collaborazione con la Ludoteca del Comune di Napoli e l’associazione culturale Pegaso onlus, rivolto ai bambini del Rione Sanità e ai loro genitori.