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Morte di Claudio: il Comune di Casalnuovo parte civile. Ma la famiglia non commenta

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Il sindaco di Casalnuovo, Massimo Pelliccia, ha annunciato che il Comune si costituirà parte civile nell’eventuale processo sulla morte di Claudio Tammaro, l’operaio 52enne che il 27 marzo scorso ha perso la vita cadendo da un capannone di via Saggese. Intanto i familiari di Claudio Tammaro non intendono commentare questa notizia. La vicenda era stata caratterizzata da un duro confronto tra i congiunti dell’operaio morto e il sindaco Pelliccia, accusato da una nipote e da un fratello della vittima sul lavoro di non aver reso noto l’accaduto. I familiari di Tammaro avevano anche accusato i carabinieri di averli informati della morte del loro parente soltanto quasi 4 ore dopo dopo la tragedia. Quando Tammaro è deceduto stava lavorando al nero per conto del proprietario del capannone, Mario Pelliccia, un costruttore della zona uscito di prigione per vari reati e ora indagato per questa vicenda. L’inchiesta è condotta dai carabinieri della tenenza di Casalnuovo, diretti dal luogotenente Fernando De Solda. A ogni modo il sindaco di Casalnuovo ha annunciato provvedimenti non solo circa questo episodio. Pelliccia ha infatti anticipato, attraverso un comunicato, che il Comune si costituirà parte civile in tutti i procedimenti che riguarderanno le morti bianche, i femminicidi e le più svariate violenze di genere. “Le morti che si verificano sul luogo di lavoro – commenta il primo cittadino – non solo violano i diritti fondamentali della persona ma devono riguardare l’intera comunità. C’è bisogno di alzare il livello di guardia anche sul fronte della sicurezza dei lavoratori, perché il lavoro è un diritto, morire no. Inoltre – conclude Pelliccia a proposito della violenza di genere – sono oltre 50 le donne che abbiamo preso in carico con il nostro sportello antiviolenza e con questo atto intendiamo fornire ulteriore concretezza al nostro impegno”.

Claudio Tammaro
Claudio Tammaro