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Madonna dell’Arco, una statua della Vergine veglierà sulla città

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Fiaccolata e inaugurazione nel giorno della festa della mamma e della Madonna di Fatima.

Un voto fatto dai padri Domenicani di Madonna dell’Arco, una promessa oggi mantenuta: una statua della Vergine, opera di tre metri d’altezza realizzata in vetroresina, è stata posta sulla sommità dell’edificio che ospita le case di riposo per anziani rette dai Domenicani. Sarà inaugurata, e disvelata, dopo la celebrazione religiosa delle 18, 30 di domenica prossima, 13 maggio, quando sacerdoti e fedeli, uniti in una fiaccolata, partiranno dal Santuario raggiungendo le case di riposo. Il 13 maggio, non una data qualunque ma quella in cui la chiesa cattolica celebra la festa della Madonna di Fatima, la stessa nella quale– era il 1917 – la vergine apparve ai tre pastorelli alla Cova da Iria, in Portogallo.

«Quando ci siamo assunti la gestione diretta delle case di riposo – racconta padre Alessio Romano, rettore del Santuario di Madonna dell’Arco – abbiamo fatto voto alla Vergine affinché ci aiutasse in questo percorso difficile e impegnativo, ci siamo affidati a Lei che non ci ha mai fatto mancare la sua materna protezione. La collocazione della statua in quel luogo, dal quale continuerà a guardarci e a benedire non solo le opere del Santuario bensì l’intera città di Sant’Anastasia, rappresenta l’adempimento di quel voto. Anche noi Domenicani, come i tanti devoti che affollano il Santuario, chiediamo aiuto alla Madonna e ci sembra giusto lasciare un segno di questa nostra devozione. Lo facciamo con un po’ di ritardo, circa un anno e mezzo, ossia quanto la burocrazia ci ha costretto ad attendere».

Nell’occasione, domenica 13 maggio, sarà inaugurata anche la prima parte del nuovo giardino delle case per anziani. Un’idea che ha un importante risvolto sociale e di occupazione e che comprende un vivaio. Ogni anziano avrà la possibilità di far nascere una piantina e curarla, con l’ausilio del personale esperto e degli animatori della struttura. «Eravamo a Fatima quando mi venne l’idea e pensai subito alla maniera di realizzarla – spiega padre Alessio – la condivisi con Biagio Scognamiglio, agronomo, il quale volle poi fare un sopralluogo e, dopo le sue visite, ci siamo resi conto che, al di là del progetto di un vivaio, il giardino poteva diventare uno spettacolo, un’armonia di fiori e colori in grado di contribuire all’atmosfera di benessere e tranquillità che la stessa casa di riposo vuole offrire». Per ora è in corso di realizzazione il primo step del progetto, con la messa a dimora di piante e fiori; un’ulteriore parte del giardino diverrà accessibile ai familiari degli ospiti e alle carrozzine; il terzo step consisterà nella realizzazione di una piccola serra, è lì che sarà realizzato il vivaio dove gli ospiti potranno sperimentare il benefico contatto con la natura prendendosi cura di piante e fiori. «Un’attività – commenta padre Alessio – che fa bene anche allo spirito». Alla cerimonia, e alla fiaccolata, di domenica prenderanno parte. «Desidero ringraziare di cuore   – continua poi il rettore – il direttore operativo della Rsa, Pasquale Adamo, il direttore sanitario Pasquale Boemio, l’assistente sociale Rosa Anastasio, le suore domenicane di Madonna dell’Arco – che sono gli «angeli» della casa – e tutti gli operatori, senza di loro tante “imprese” sarebbero impossibili».