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Il polo dei rifiuti di Acerra si amplia: dalla Regione via libera a 80mila tonnellate di scarti speciali

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Per la Regione Campania è di fondamentale importanza dare un impulso decisivo allo smaltimento legale e controllato dei rifiuti pericolosi e non pericolosi, che costituiscono la maggioranza degli scarti prodotti al nero dalle fabbriche e dalle officine. Scarti che sono poi scaricati abusivamente nelle campagne e nelle periferie, dove vengono sistematicamente incendiati. Da qui la decisione di ingrandire il polo dei rifiuti di Acerra, dove già si sono insediate decine di aziende che stoccano e trattano scarti di ogni sorta. Intanto la Regione, il 20 giugno, ha dato un altro colpo di acceleratore allo smaltimento con il via libera alla Tony costruzioni srl di Afragola per la realizzazione, nella zona industriale di Acerra, di un impianto in grado di stoccare e trattare 76mila tonnellate di rifiuti speciali all’anno, circa 210 tonnellate al giorno. Il capannone è stato già acquisito dalla “Tony”. << Abbiamo anche iniziato i primi lavori di ristrutturazione – spiegano dall’azienda – comunque vogliamo chiarire che si tratta di rifiuti non pericolosi e che con questa iniziativa imprenditoriale creeremo lavoro >>. L’impresa sa che gli ambientalisti di Acerra sono già sul piede di guerra. Sa pure che il vescovo della diocesi locale, Antonio Di Donna, si è più volte scagliato contro questo tipo di iniziative. << Se non vogliono che si crei sviluppo e occupazione noi siamo pronti a fare dietrofront – replicano i responsabili della Tony – intanto la Regione, a quanto pare, ci ha autorizzato >>. L’azienda di Afragola, specializzata in cemento e rifiuti, ha acquisito un capannone e un terreno in località Pantano per un totale di 5160 metri quadrati. Il cantiere è stato aperto. L’autorizzazione della Regione è stata rilasciata per “la realizzazione e gestione di un impianto, messa in riserva e trattamento dei rifiuti nella zona Asi di Acerra”. Ecco i codici cer autorizzati: rifiuti ingombranti, rifiuti biodegradabili, scarti contenenti cromo, metalli ferrosi, zinco solido, scaglie di laminazione, catalizzatori esauriti, toner per stampa esauriti, batterie e accumulatori, apparecchiature elettriche, rifiuti inerti, miscele bituminose, pneumatici fuori uso, assorbenti, materiali filtranti, rifiuti da materiali compositi, elastomeri e plastomeri, alluminio, piombo zinco stagno, metalli misti, miscuglio e scorie di cemento. Si tratta di rifiuti “non pericolosi” in base alle condizioni di arrivo nell’impianto. Se gli scarti non sono danneggiati o già trattati non risultano dannosi all’ambiente. Ma la polemica è dietro l’angolo. Nel decreto dirigenziale numero 81 del 20 giugno 2018, Antonio Raimondo, della direzione generale regionale Ciclo integrato delle acque e dei rifiuti, sottoscrive che “l’Arpac, nonostante i vari solleciti, non ha inviato i propri pareri di competenza” e che anche “il Comune di Acerra non ha inviato il proprio parere”. Il documento è stato analizzato dagli ambientalisti del territorio. Che hanno subito reagito diramando un comunicato. << Il consiglio comunale – commenta Alessandro Cannavacciuolo , leader ecologista dell’agro acerrano – si è espresso più volte per impedire l’arrivo di altri impianti inquinanti sul territorio ma l’amministrazione comunale di Acerra, così come scrive la Regione, non si è presentato nemmeno in conferenza dei servizi per dire no a questo sfregio. C’è un’ipocrisia di fondo – aggiunge Cannavacciuolo – e cioè che quando c’è la necessità effettiva di incidere su queste decisioni il Comune non si presenta nelle sedi preposte e solo dopo che i guai arrivano l’amministrazione annuncia di fare ricorso al Tar, cosa che si rivela sistematicamente inutile. Nel frattempo ci troviamo già con decine di aziende che compongono il polo dei rifiuti di Acerra, con la Friel, che è il bruciatore a olio di palma, e, “dulcis in fundo”, con il termovalorizzatore. Ma dall’altra parte si registra una preoccupante carenza di controlli sia sulle emissioni che sullo stoccaggio e trattamento dei rifiuti >>. Gli scarti del polo dei rifiuti di Acerra una volta stoccati e trattati dovrebbero finire nelle discariche specializzate e nella rete del riciclaggio. Ma il condizionale è d’obbligo. Il rischio sistematico è di ritrovarsi i rifiuti che prima entrano negli impianti e che poi ne fuoriescono per finire di nuovo sversati nelle strade. A ogni modo il polo di Acerra si sta potenziando. A settembre la Regione Campania aveva già dato il via libera alla realizzazione di altri due progetti per lo smaltimento in località Pantano di scarti pericolosi ( anche amianto ) e non pericolosi. Si tratta dei progetti Eurometal e Cisette. Entrambi già operativi. Nel frattempo dal Comune di Acerra non giungono commenti su quanto sta accadendo.