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Il Palio riscatta la bella Terra di Somma

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Uno scrigno narrativo e creativo, capace di plasmare, attorno a se, una coltre di autentica e gioconda gioia. (a cura di Emanuele Coppola)

 

La bellezza salverà il mondo”, diceva Dostoevskij, riferendosi, forse, a quella idea di “bello” che ha origini nei fasti del passato e che continua ad ispirare l’animo umano, a dipingere il nostro presente, fino a presagire il futuro dell’uomo, sempre più mortificato da tutto ciò che è “brutto”.

Mai sottotitolo più appropriato, dunque, per un evento, il Palio, nato per la semplice e disinteressata voglia di manifestare, di rievocare, fiorito negli anni per assurgere a rappresentativo di bellezza umana ed artistica. Uno scrigno narrativo e creativo, capace di plasmare, attorno a se, una coltre di autentica e gioconda gioia.

Bella è la partecipazione e la sana competizione dei tanti giovani partecipanti;

Bella è la prerogativa sociale che l’accompagna;

Bella è la crescita culturale di un popolo cha si conosce e si riconosce;

Bella è l’antica storia che ci accomuna e ci inorgoglisce;

Bello, più di tutto, è l’entusiasmo di chi, come  Giuseppe Auriemma, coadiuvato dall’instancabile, quanto complessa, compagine organizzativa, ancora crede che la bellezza possa salvare Somma, amata ed onorata Città d’Arte.

Emanuele Coppola