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I figli della Madonna: nel 1810 a Somma fu istituito il primo Comitato di Beneficenza

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La Città di Somma si distinse, subito,  nell’ hinterland orientale della provincia di Napoli come unico centro di raccolta con una sua ruota. Solo successivamente, nel 1820, fu istituita una ruota a Pomigliano d’Arco, mentre a Ponticelli nel 1856.

 

L’ingresso dei Francesi a Napoli, avvenuto il 14 febbraio 1806, sancì una stagione politica interessante, caratterizzata da un’enorme spinta riformatrice, i cui effetti salutari si avvertirono in tutti i campi sociali. In tale opera  svolsero un  ruolo fondamentale i governi di Giuseppe Bonaparte e di Gioacchino Murat con importantissime e sostanziali riforme sia nel campo politico, economico, amministrativo, finanziario che in quello civile e religioso.  In ambito sociale fondamentale fu il Regio Decreto n°985 del 3 giugno 1811, che mise fine alla perdurante umiliazione di tanti trovatelli della Real Casa dell’Annunziata di Napoli, ai quali era attribuito il cognome Esposito: un marchio che lasciava intendere le origini del bambino e che avrebbe causato, in seguito, gravi disagi sociali e varie discriminazioni. Tutto ciò comportò che, dal mese di agosto del 1811, i cognomi vennero assegnati a caso e adeguati per ciascun esposto a seconda di determinate caratteristiche fisiche, somatiche, naturali e così via, con il risultato di cognomi strani e talvolta ridicoli, lasciando al governatore dello stabilimento la decisione finale del cognome da attribuire.

Nel Vesuviano il fenomeno di abbandonare presso le chiese i piccoli neonati diventò nel tempo una piaga sociale da attenuare. Nel 1810 il Sindaco di Somma, Tommaso Vitolo, istituì il primo Comitato di Beneficenza, che doveva provvedere al sostentamento e alla cura del projetto mediante l’affidamento ad alcune famiglie, cui veniva corrisposta una somma di denaro. Tale organizzazione era gestita da un Presidente e da un cassiere, che era lo stesso del Comune. Il fondo stabilito nel 1810 fu di mille ducati: 600 ducati furono prelevati sugli avanzi dell’affitto della gabella sulla farina; 220 ducati dai fondi dei Monti d’Apuzzo e Cicculli; infine, 180 dalle Confraternite di S. Maria dei Battenti, Santa Caterina e dei Morti.

La Città di Somma si distinse, subito,  nell’ hinterland orientale della provincia di Napoli come unico centro di raccolta con una sua ruota. Solo successivamente, nel 1820, fu istituita una ruota a Pomigliano d’Arco, mentre a Ponticelli nel 1856.  Nel 1835 il Decurionato sommese, addirittura,  deliberò forti spese in ducati per il pagamento delle nutrici, che allattavano i bambini abbandonati. Questa forma di assistenza dovette costituire – come riferisce lo studioso  Giorgio Mancini – un sollievo economico per tutte quelle famiglie sommesi  disagiate, che comunque offrivano un minimo di garanzia.  Nei verbali del Decurionato, conservati nell’Archivio storico cittadino, si attesta ancora che negli anni 1882, 1885 e 1886 si spesero 12 ducati per la pia ricevitrice Carmina Manganiello e 6 ducati per il fitto della casa della Ruota dei Projetti.

Il neonato, così come descritto negli atti di nascita, veniva lasciato nella ruota normalmente avvolto in un cencio di tela bianca. All’infante, una volta prelevato dai custodi addetti e dopo una attenta ricognizione fatta alla presenza del Sindaco e dei testimoni, gli veniva imposto il nome dal Presidente della suindicata commissione e inviato in parrocchia, nello stesso giorno, per il rito del battesimo. In mancanza di una balia veniva spedito allo stabilimento dell’Annunziata di Napoli oppure dato in allievo a coppie locali o di paesi viciniori. A Somma si verificò più volte il caso di genitori, molto noti, che abbandonarono il proprio figlio, dichiarandosi incapaci di provvedere al sostentamento. Purtroppo i figli di genitori noti non potevano – secondo determinate norme –  annoverarsi tra i projetii, e ciò per non farsi loro un danno positivo. Rimane, comunque, il fatto che la singolare operosità del Comitato di Beneficenza supportò notevolmente i gravi disagi in un momento di miseria diffusa, affrontando con la più alta carità cristiana le notevoli difficoltà per mantenimento dei figli della Madonna.