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Baby gang: notte di terrore a Pomigliano. Quattro giovani di Casalnuovo si salvano rifugiandosi dai carabinieri

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Fine settimana di terrore per quattro studenti universitari di Casalnuovo. Nella notte tra sabato e domenica sono stati bloccati, inseguiti per chilometri e ripetutamente minacciati da tre ragazzini a bordo di uno stesso scooter. Calci e pugni scagliati contro la vettura in cui si trovavano le due coppiette di giovani ventiseienni al ritorno da una serata tranquilla trascorsa nella movida di Pomigliano. Da questa vicenda è scaturito un video virale. Un filmato fatto girare nel web e in cui una delle vittime, Alessio Colella, racconta l’incubo appena vissuto. Come tanti ragazzi sabato sera Alessio, la sua fidanzata e una coppia di amici si sono ritrovati per passare un po’ di tempo insieme, per rilassarsi, divertirsi. Meta prescelta: Pomigliano, dove c’è una miriade di locali, pub, ristoranti, in grado di fare al caso. “Una volta nel locale: qualche storia su instangram, il selfie a tavola e qualche aneddoto da ricordare”, racconta Alessio nel video. All’una e mezza della notte i quattro giovani si mettono poi in auto per fare ritorno a casa. L’incubo inizia su via Roma, un’arteria strategica, principale, zona vecchia di Pomigliano, cinquanta metri dopo una nota pasticceria, in direzione Casalnuovo. Tre ragazzi minorenni, tutti a bordo dello stesso scooter, affiancano la loro vettura. “Appena li ho visti ho capito che non fossero lucidissimi”- racconta ancora nel video Alessio – “sembravano pronti a spezzare la monotonia di una serata che a quanto pare non gli aveva dato soddisfazione”. E’ un attimo: si scatena la paura. I tre ragazzetti scagliano improvvisamente calci e pugni sull’auto dei giovani di Casalnuovo. ”Dietro di noi le nostre ragazze, sedute sul divano posteriore dell’auto, erano terrorizzate – racconta Colella – quei tre stavano tentando di aprire la vettura, da distanza molto ravvicinata”. Ma la reazione di Alessio, alla guida della macchina, è stata delle migliori. Il giovane non ha voluto accelerare. Sarebbe stato troppo pericoloso su strada stretta e trafficata. Intanto i quattro studenti universitari sono rimasti “in ostaggio” dei bulli per dieci, lunghissimi, minuti. “In quel frangente abbiamo chiamato i carabinieri attraverso il telefonino – aggiungono le vittime della violenza – abbiamo detto loro che di lì a poco saremmo arrivati alla caserma dei carabinieri di Casalnuovo”. I militari hanno risposto che avrebbero subito inviato in zona una pattuglia. Il folle inseguimento è durato ancora alcune centinaia di metri. Quando però, all’altezza di via nazionale delle Puglie, i molestatori si sono resi conto che la vettura delle vittime predestinate stesse correndo nella direzione della vicina tenenza dei carabinieri hanno deciso di mollare la presa. L’inseguimento è terminato all’altezza della frazione di Tavernanova, a poca distanza dal presidio militare, dove gli inseguiti sono riusciti finalmente a ritrovare un minimo di serenità. “Fortunatamente non è successo niente – conclude Alessio Colella – ma è stato difficile mantenere la calma e prendere le giuste decisioni, proprio per non trasformare il tutto in una tragedia”. Sulla base di questa brutta esperienza ne è scaturito una sorta di manuale anti violenza diramato via web. “Non bisogna rispondere alle provocazioni – il consiglio di Alessio – inoltre bisogna tenere sempre chiuse le portiere della macchina ed è necessario evitare manovre brusche. Infine per quanto possibile bisogna stare lontani dai vetri”. L’appello è a rafforzare i controlli delle forze dell’ordine nel territorio a est di Napoli, almeno durante ogni fine settimane. La stagione calda è alle porte e i pericoli aumentano. Ci si chiede però come mai Alessio e i suoi amici non abbiano sporto denuncia ai carabinieri. ”Alla fine – risponde Alessio – nessuno si è fatto male: abbiamo deciso così”. Intanto non è stato possibile capire cosa volessero i malintenzionati. “Noi eravamo chiusi in auto – spiega ancora Colella – non abbiamo distinto bene le parole. Sicuramente cercavano di attirare la nostra attenzione in tutti i modi. Hanno provato diverse volte ad aprire le portiere ma magari il loro intento non era neanche quello di rubare qualcosa. L’impressione che ho avuto è che volessero solo divertirsi per puro gioco. Ecco perchè ho deciso di fare il video: il problema che volevo trattare oltre il singolo episodio era di tipo sociale”.